Non sarei così sicuro che i tipi di legame – la forma che il collettivo assume – si possano modificare con tanta facilità e a proprio piacimento Una volta entrati in un collettivo, o vi si resta appunto dentro accettandone la struttura (loyalty), o si chiedono modifiche (voice), o si va via (sempre che si possa scegliere di andarsene). Ma le modalità dello stare assieme (media usati, codici, usi e costumi, regole implicite e esplicite, agenda dei temi che si possono o non possono discutere, obiettivi perseguiti, ecc) non sono facilmente modificabili Si potrebbe dire che un gruppo ha legami molto deboli se si tratta di un gruppo che si incontra solo in rete; ma sempre legami sono, e ritengo siano analizzabili nei termini che ho esposto G Il giorno gio 18 mar 2021 alle ore 06:33 Guido Vetere < vetere.guido@gmail.com> ha scritto:
Giacomo,
la comunità è sempre caratterizzata dall'accettazione di queste regole da parte dei membri.
Ma le regole si creano all'interno delle comunità, quindi la tua caratterizzazione, se l'ho capita, avrebbe un 'problema di bootstrap'. Comunque in generale sì, sono d'accordo sul fatto che una comunità sia una struttura più 'forte' di una bolla, e mi piace la definizione di bolla come 'campo'. Per dirla in breve con Searle, una comunità è un 'oggetto sociale' mentre una bolla non lo è, e in quanto oggetto sociale, si crea mediante specifici atti linguistici. Un tema interessante allora mi sembra: come trasformare le bolle in comunità? Ovvero: come favorire quel tipo di atti linguistici in grado di far nascere strutture sociali nei campi vettoriali delle nostre 'utterances' in rete? G.
On Wed, 17 Mar 2021 at 22:54, Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> wrote:
Cari Juan Carlos e Guido,
ottime domande! :-D
On Wed, 17 Mar 2021 09:31:35 +0100 J.C. DE MARTIN wrote:
con la progressiva diffusione dell'online soprattutto in questi ultimi 25 anni che cosa succede alle "bolle" in cui vivono le persone?
On March 17, 2021 09:42:06 +0100, Guido Vetere wrote:
sarebbe interessante caratterizzare la nozione di 'bolla' rispetto a quella di 'comunità'
Sono d'accordo. Ma non dovrebbe essere particolarmente difficile.
Una comunità è definita dalle regole che i membri accettano di rispettare per trarre beneficio da un bene che hanno in comune.
Senza regole condivise a proteggere quel bene, non c'è comunità. E presto sparisce anche il bene.
Ad esempio ogni linguaggio, con le sue regole fonetiche e grammaticali, protegge e regola l'accesso alla cultura che una popolazione ha elaborato, sia che si parli di lingue nazionali, di dialetti locali, di linguaggi di programmazione o di protocolli di rete.
L'ingresso e la permanenza in una comunità sono quasi sempre scelte consapevoli e volontarie (fanno eccezione, in parte, la famiglia d'origine, lo Stato e l'umanità).
Tuttavia la comunità è sempre caratterizzata dall'accettazione di queste regole da parte dei membri.
Possiamo distinguere alcune categorie di membri in una comunità:
- coloro che sono pienamente consapevoli di queste regole e del bene comune che proteggono - coloro che sono più o meno consapevoli del bene comune, ma non delle regole
Alla prima categoria appartengono i cittadini che, grazie alla loro consapevolezza delle regole possono metterle in discussione (o sovvertirle), mentre alla seconda appartengono i sudditi, gli zeloti e i bambini.
Questi ultimi sono consapevoli di appartenere ad una comunità, ma non ne comprendono le regole.
Una bolla invece è un campo vettoriale probabilistico in uno spazio informativo in cui gli individui si ritrovano immersi inconsapevolmente ed i cui flussi tendono a definire statisticamente cluster cognitivi omogenei e separati (rispetto ad alcune dimensioni).
In altri termini, più che di bolle dovremmo immaginare addensamenti in un liquido disomogeneo.
Tuttavia ciò che caratterizza le "bolle" è l'inconsapevolezza dei loro "membri" di appartenervi.
La probabilità di restarne intrappolati e tanto maggiore quanto minore è la varietà delle comunità cui un individuo appartiene.
Con l'AdTech la definizione e l'orientamento di queste "bolle" è diventato uno strumento di Potere.
A sì... e anche di marketing! :-D
ad esempio, parleremmo, riferendoci al '500, di 'bolla cattolica' vs 'bolla protestante' ?
Solo se protestanti e cattolici non fossero stati consapevoli di esserlo.
DC e PCI, nel dopoguerra, erano 'bolle'?
Solo se i membri dei due partiti non erano consapevoli di essere tali.
la differenza a mio avviso non è nella profondità della polarizzazione, ma nelle qualità delle strutture sociali in cui si stabiliscono i sistemi di credenza (polarizzazioni)
Io direi che confondi le bolle con i membri "di seconda classe" di una comunità, inconsapevoli del funzionamento reale delle regole che proteggono/danno accesso al bene in comune.
Ma anche i militanti più invasati di un partito, quelli che non riescono a vederne i limiti e le contraddizioni, sono comunque consapevoli della propria scelta di farne parte.
Gli individui che entrano in una "bolla" più o meno densa non lo sono.
Lo può essere (consapevole della "bolla") solo una piattaforma che veicoli le comunicazioni fra gli individui che ne fanno parte (e che NON ne fanno parte), riuscendo ad osservare la direzione dei vari vettori in quel campo vettoriale informativo, misurando la probabilità dei messaggi.
E ovviamente, una volta identificato, lo può influenzare.
Giacomo
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