In pratica Meta ha fatto causa ad Apple perché tolga la protezione dal tracking, e "permetta agli sviluppatori di terze parti di usare il loro consent form" -> che significa eterogeneità e dark pattern. non ha senso. l'ATT ha dato un'interfaccia consistente e chiara, gli utenti hanno risposto in grande maggioranza che no, non vogliono essere tracciati, e questo viene messo in discussione come "abuso della posizione dominante"
Bonus:
Apparentemente, l'antitrust avrebbe dovuto chiedere un parere al Garante, ma l'avrebbe fatto con una domanda molto circoscritta, tipo "ma l'ATT è necessario per rispettare il GDPR?" e il garante gli avrebbe risposto "no", perché di fatto non è necessario (è un gran progresso ed un sistema che raccogliere l'effettivo consenso del cittadino).
nell'articolo faccio una speculazione un po' selvaggia... neppure l'interfaccia per chiedermi accesso al GPS, o alla rubrica, è "necessaria per rispettare il GDPR". allora l'antitrust potrebbe imporre questa rimozione? per dare il diritto agli sviluppatori terzi di mettere il loro consent form? (se esistesse un'associazione di sviluppatori di malware, ci proverebbe :))
Le interfacce di raccolta del consenso, standard su apple e su android, sono cresciute per delle esigenze di sicurezza totalmente sovrapposte a quelle di privacy, ma non sono strettamente necessarie al GDPR, non sono state create per il GDPR, ma per delle funzionalità di sicurezza e privacy basilari. con gli anni sono aumentate, e l'ATT per me è l'esempio di come una tecnologia di cui raccogliere l'opt-in/-out non debba per forza essere una periferiche, ma può essere anche un comportamento più sofisticato, come il tracciamento e adv personalizzato.
Un caro saluto, Claudio
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Claudio Agosti - Hermes Center, AI Forensics, Reversing Works.
Platform Auditor & Tech Researcher
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