Ciao Daniela, On Sat, 21 Dec 2024 09:40:02 +0000 Daniela Tafani wrote:
Solo un preliminare e inconsapevole processo di antropomorfizzazione della macchina e deumanizzazione della persona induce a scambiare metafore e similitudini per reali somiglianze.
Mi permetto di aggiungere che questo processo è inconsapevole solo per coloro che non comprendono come funzionano questi sistemi. TUTTI coloro che davvero comprendono il funzionamento di questi sistemi cibernetici (che includano o meno "reti neurali artificiali"), sono pienamente consapevoli della inapplicabilità dei termini riconducibili all'esperienza umana a tali software. Questa asimmetria non è una coincidenza storica. L'alienazione cibernetica delle masse è un chiaro obiettivo politico. E' evidente nella ferocia della propaganda^W^W del marketing. Le centinaia di milioni di euro investiti ogni anno per assicurare cattedre (o ruoli dirigenziali in organizzazioni come OSI) a lobbisti compiacenti che si fingono giornalisti, avvocati, ingegneri, economisti o filosofi indipendenti, ne sono una chiara evidenza. Ma tale obiettivo va analizzato nel suo contesto storico. Da un punto di vista meramente economico, l'autonomia umana costituisce un limite all'efficienza nel processo di massimizzazione dei profitti, sia sul fronte della produzione che su quello delle vendite. Ad esempio, qualsiasi linea di produzione potrebbe essere bloccata ripetutamente per ore esacerbandone i limiti progettuali. E un programmatore potrebbe tranquillamente introdurre bug devastanti in qualsiasi software senza che nessuno possa dimostrare in alcun modo l'intenzionalità degli stessi. Queste forme di sciopero bianco non devono essere concepibili. Sul fronte delle vendite, ogni persona che possa concepire di spendere il proprio tempo in modo piacevole SENZA consumare alcunché, danneggia coloro che puntano alla massimizzazione dei profitti. Ma analizzare l'alienazione cibernetica solo come un effetto coordinato di aziende che perseguono "in modo neutrale" obiettivi prettamente economici sarebbe assolutamente riduttivo. E' un obiettivo politico che va collocato fra i meccanismi tipici dei sistemi totalitari che troviamo in Russia, Cina e USA, seppur nettamente più evoluto tecnologicamente. Il fatto che persone intelligenti come Duccio o Alessandro finiscano per credere di non essere poi tanto diverse da un software che produce sequenze grammaticalmente corrette di frammenti di testi che non hanno mai letto, rende evidente quanto efficace sia questo sistema. Uomini che riducono docilmente sé stessi (e tutti gli altri) a macchine complesse sono utilissimi agli uomini che vogliono dominare tutti, inclusi coloro che sono pienamente consapevoli della differenza. Laddove c'è abbondanza di sostituti, le macchine che non funzionano più come desiderato, quelle che non garantiscono adeguati profitti si dismettono e buttano via. E se le persone sono solo macchine complesse, possiamo fare lo stesso con le persone, giusto? Non è un caso che Luigi Mangione sia un ingegnere informatico. Giacomo