On 2/5/2019 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
From: "M. Fioretti" <mfioretti@nexaima.net>
To: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Shoshana Zuboff Explains the Age of Surveillance,
	Capitalism
Message-ID: <20190205103259.GC16154@nexaima.net>
Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1

On Tue, Feb 05, 2019 10:35:03 AM +0100, Giuseppe Attardi wrote:

La pubblicità è un meccanismo costoso e inefficiente per fare
conoscere i prodotti: aggiunge circa un 30% al costo dei prodotti
fonti per quel 30%? Grazie.

Buona domanda: andavo a memoria su qualcosa letto molto tempo fa.

Curiosamente non trovo dati in rete, se non articoli molto vecchi che riguardano l'effetto della pubblicità sui prezzi e da cui appare che la questione fosse già controversa, come questo:

http://www.msi.org/reports/an-investigation-into-the-impact-of-advertising-on-the-price-of-consumer-pr/

Ma tutti partono dal presupposto che la pubblicità sa necessaria per fare conoscere i prodotti, cosa che non è più vera da quando esistono i motori di ricerca.

Questo fa il paio con la teoria economica della competizione perfetta che presuppone informazione perfetta

    https://en.wikipedia.org/wiki/Perfect_competition

in cui i pezzi si stabilizzano sul perfetto equilibrio.

La pubblicità sarebbe finalizzata a produrre https://en.wikipedia.org/wiki/Perfect_information


In caso di Perfect information l'advertising è inutile, perché nessuno ha il controllo dei prezzi

    http://cassmba7.weebly.com/key-impacts.html

che è la situazione a cui ci avviciniamo avendo la rete a disposizione.


In rete abbiamo a disposizione le review, i pareri espressi e
raccolti da altri.
e chi/come le paga le infrastrutture per pubblicare e rendere
facilmente consultabili tutte quelle informazioni, evitare frodi
eccetera?

Le infrastrutture come la rete si pagano con i canoni di abbonamento alle stesse.

I servizi potrebbero essere pagati su una percentuale delle entrate sulla vendita di un prodotto a cui hanno portato un referral.

Lo stesso per gli autori delle review.

Oggi ci chiedono: "ti è stata utile questa review?". Quando dici sì, al reviewer verrebbe dato non solo un punteggio, ma anche un bonus.

E tali bonus potrebbero essere circolanti: per cui se uno scrive qualcosa che qualcuno legge, ottengo un bonus per poter leggere cose di altri, incentivando al gente a scrivere.

Adesso il guadagno in rete è sul referral, indipendentemente se ha portato a una transazione e indipendentemente dalla bontà del referral.

Su altri media il guadagno è sullo spazio pubblicitario, indipendentemente dal referral, che può essere misurato solo statisticamente.


non è una critica, anzi. è una domanda in buona fede, proprio perché

Anche il mio era uno spunto di riflessione. Come mai nessuno prende il problema da quest'altro punto di vista?

Invece di criticare il sistema di vendita dei nostri dati alla pubblicità, perché non si mette in questione la pubblicità stessa che è la fonte del problema?

--

concordo che la pubblicità attuale fa pena

Marco