Caro Ugo, ecco i miei appunti tratto da Palfrey: JOHN PALFREY, Intellectual Property Strategy, The MIT Press, Cambridge Mass., 2011 34 consider the primary use of IP as ensuring your own freedom of action to compete effectively, rather than an offensive weapon 51 patent aggregators like Intellectual Ventures, a non practicing entity 62 open innovation, according to Zittrain generativity 63 Molto interessante Zillow, real estate data base, mashup adare a vederlo I-Phone applications 64 Open Application Programming Interfaces API Qui sono forti Apple, ma anche Google, Microsoft e Facebook; RIM 65 è rimasta indietro Il rischio è che la piattaforma pulls the rug from under the users H. CHESBROUGH, Open Innovation. The New Imperative for Creating and Profiting from Technology, Harvard Business School Publishing, Boston, 2003 (PRIV 2978) encouraging customers Gli open beta 69 tapping into a broader inventors pool The role of contests 70 Il licensing: importante larticolo di Terry Fischer su Price discrimination citato a 155 ma anche Hal Varian Perché la limited exclusion può pagare? Perché 98 it makes sense to let others have limited access to your IP to create an ecosystem around your product Eccezionale lesempio 99-100 Roundup dove si parte dallerbicida; poi si fa la tecnologia basata sul bacterium thumefaciens per fare varietà resistenti al Roundup, Roundup Ready; ed alla fine guadagna di più attraverso licenze che erbicida 105 open access come loss leader Share alike anche nel campo farmaceutico Su libraries, museums mi pare più convincente Bertacchini-Morando Open access, Bay Dohle Perché non ci sono mercati per IP, in particolare 126 patents? Follow on biologics Il facebook russo, che non protegge IP In fondo itunes è stata una risposta a piracy 137 Buon libro, ma meglio Benkler 2011- -----Messaggio originale----- Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di ugo.pagallo@unito.it Inviato: domenica 15 gennaio 2012 19.24 A: demartin@polito.it Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: [nexa] questa è una nuova disciplina Non so se, mentre ero offline in viaggio, sia girato in lista il dibattito su copyright o copyleft tra Ferrero e Giorello: su http://lettura.corriere.it/copyright-e-copyleft/ (interessante il fatto che larticolo di Giorello a favore del copyleft sia stato riprodotto con il warning riproduzione riservata!) Trovo lalternativa sviante. Curiosamente, offline in viaggio, leggevo Intellectual Property Strategy di John Palfrey (MIT 2012), che, nellintroduzione, calcola che il suo bel volumetto si riesca a leggere al volo, appunto, tra New York e Londra. In cinque ore anche i non esperti possono farsi unidea del perche la strategia della proprieta intellettuale sia materia ben piu complessa della (falsa) alternativa che larticolo sul Corriere della Sera propone al distratto lettore italiano. Dopo i bei libri apparsi nel 2011 che Juan Carlos aveva ricordato qualche tempo fa in lista (v. sotto), ecco un primo ottimo volume del 2012 Ciao, u.
------------------ Messaggio originale ------------------- Oggetto: [nexa] questa è una nuova disciplina Da: "J.C. DE MARTIN" <demartin@polito.it> Data: Sab, 10 Dicembre 2011, 6:01 am A: "nexa@server-nexa.polito.it" <nexa@server-nexa.polito.it> ----------------------------------------------------------
A volte divento impaziente quando colleghi accademici - di varie discipline - si comportano come se pensassero che sulle questioni "digitali" dire la prima cosa che passa loro per la testa sia automaticamente interessante in virtù della loro eccellenza nell'ingegneria, nell'economia, nella filosofia, nel diritto, nella letteratura, nel giornalismo, eccetera.
Non è così. Non è più il 1994.
Nel 2011 (ma ormai da qualche anno) occuparsi di Internet e di digitale pressupone, se si vuol esser seri, la conoscenza di una bibliografia molto consistente, composta sia da articoli scientifici, sia - e forse soprattutto, con buona pace di coloro che pensano che il libro sia morto - da monografie.
Un esempio? Questa recensione dei libri usciti nel solo 2011: http://techliberation.com/2011/12/09/important-cyberlaw-info-tech-poli cy-books-2011-edition/
Non tutti quei libri sono importanti, ovviamente. Alcuni basterà sfogliarli per cassarli. Altri saranno sufficientemente lontani dai propri specifici interessi - non ci si può occupare di tutto, neanche in questa disciplina emergente! - che si potranno legittimamente ignorare in attesa di avere il tempo di leggere anche quelli.
Ma altri libri invece stanno cambiando l'intero settore e il non averli letti squalificherà chi vorrà ancora continuare a occuparsi di Internet in maniera rigorosa. E' così che funziona la ricerca.
Da questo punto di vista, anche in Italia dobbiamo sforzarci tutti di alzare l'asticella, di fare ciascuno i propri "compiti", di sudare sulle carte, di tenerci aggiornati.
Senza sentirci troppo in colpa se ogni tanto magari ci sottraiamo - il tempo è prezioso - a confronti con persone che pensano ancora di essere nel 1994.
juan carlos
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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