Arturo, grazie per la reazione. Io ho interpretato quel passaggio nel senso che le persone che usano questo genere di strumenti sono persone *considerate* come sovversive o che si considerano tali. Oltretutto, la definizione di "sovversivo" e` piu` o meno ampia a seconda del paese in cui ci si trova. La maggior parte dei cittadini di paesi in cui la liberta` di espressione e` compressa, probabilmente non percepiscono cio` come un problema - o perche` non se ne rendono proprio conto, o perche` se ne rendono conto ma lo ritengono un compromesso accettabile a fronte di altri benefici, reali o immaginari - e dunque non usano strumenti tecnologici come quelli discussi nel rapporto. Personalmente credo che questo sia un nodo cruciale da affrontare, dato che spesso, per mia esperienza, chi vuole "esportare democrazia" (per i migliori motivi di questo mondo e ricorrendo a strumenti un po' piu` selettivi delle bombe) lo fa partendo da presupposti culturali e sociali non sempre allineati con la realta` dei fatti. Il che fa sentire molto meglio chi esporta, ma non aiuta granche` chi riceve. Ciao, Andrea On Thu, Oct 21, 2010 at 10:37 AM, <a.dicorinto@uniroma1.it> wrote:
Andrea--
Il problema sta nella parte finale della sua dichiarazione dove postula un'equivalenza che non ha certo valore generale.
Those using censorship-circumvention tools are probably people engaged in subversive behavior, he says,
PS: http://en.wikipedia.org/wiki/Subversive
********************** I nemici della rete di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà
Formato: Tascabile Pagine: 285 Lingua: Italiano Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli Anno di pubblicazione 2010 Codice EAN: 9788817042758 Generi: Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio & TV, Politica e società, Giornalismo e Editoria
Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> Sent by: nexa-bounces@server-nexa.polito.it 20/10/2010 19:50 ZE2
To nexa@server-nexa.polito.it cc bcc A Dicorinto/Dip-Psi/Dipartimenti/Didattica/Ateneo/Uniroma1/it Subject Re: [nexa] Tech Review: "Censorship Circumvention Tools Aren'tWidely Used"
On 10/20/2010 5:09 PM, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
Grazie per la segnalazione, JC-- nell'articolo ho letto che Morozov ne ha sparata un'altra delle sue:
"But Evgeny Morozov, a visiting scholar in the program on liberation technology at Stanford University, points out that such tools are not likely to get much wider use, even with more exposure. Even in places like Iran and China, he says, people can access most of the entertainment they want online without resorting to sophisticated tools. "Nothing is irreplaceable online," Morozov says, pointing to the success of the Chinese YouTube alternative Youku. Those using censorship-circumvention tools are probably people engaged in subversive behavior, he says, and are by definition a small percentage of the population."
Qual è il problema nell'affermazione di Morozov?
Ciao,
Andrea
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