"Copyright UE, potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere"
Nuovi documenti sgorgati dalle istituzioni europee confermano le
estensioni dei diritti a favore degli editori e degli operatori di
streaming di contenuti protetti. In attesa della discussione sulla
proposta di direttiva, si torna a parlare di tassa sui link e
geoblocking
giovedì 1 settembre 2016
di Claudio Tamburrino
Roma - Nuove indiscrezioni sulla proposta di riforma del
copyright a livello europeo confermano le più pessimistiche
anticipazioni: dall'estensione della tutela del diritto d'autore a
favore degli editori fino all'erosione dei principi di non
responsabilità degli intermediari previsto dalla direttiva Europea
31/2000/CE.
A sollevare un polverone stavolta è la bozza della Direttiva di
riforma della disciplina del copyright nel Mercato Digitale Unico,
che rispetto al piano di azione diffuso nei giorni scorsi fornisce
maggiori dettagli sulle intenzioni delle istituzioni europee: in
ogni caso conferma la volontà di abbracciare la causa degli editori
a discapito di tutte quelle voci che spingevano per una visione
progressista della tutela della proprietà intellettuale online.
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