Articolo molto lucido.
Ho letto molti "esperti" emozionarsi per la qualità della codebase di Immuni, confrontandola con il fallimento di StopCovid ma perdendo completamente di vista la questione complessiva.


Le conclusioni però sono estremamente ingenue.

Visto che non si può dimostrare che tutte le rappresentazioni di un'informazione sono state distrutte (ovvero tutte le copie dei dati che la rappresentano, cancellate), non c'è alcun modo di garantire che a fine epidemia verranno cancellati.
Non è possibile alcuna supervisione reale dei processi.
Non è possibile impedire che in futuro quei dati vengano de-anonimizzati.
Non è nemmeno possibile garantire che rimangano esclusivamente nelle mani dello Stato, sia per la complessità della sua organizzazione (che, ad esempio, è notoriamente infiltrata dalla criminalità organizzata), sia talvolta per i limiti tecnologici.


On Sunday, 7 June 2020, Alberto Cammozzo <ac+nexa@zeromx.net> wrote:
> In Europe, it will be difficult to find
> national solutions to limit the power of the transnational guild of
> digital technology professionals.

In Italia, ci abbiamo mai provato?

> Our greatest hope may come from
> listening seriously to the warnings of constitutional and human rights
> lawyers

Non me ne vogliano gli avvocati in lista, ma in questo caso hanno preso una enorme cantonata aprendo anche solo alla possibilità che un App di tracciamento automatico di massa potesse essere utile.
D'altronde è stato un errore condiviso con molti tecnici.


Per quel che conta, fu questa la ragione principale per cui scelsi di non firmare, a suo tempo, l'appello di Nexa, pur apprezzando moltissimo gli autori.


L'informatica può fare molto per la medicina. Ma non così.




Giacomo