Credo che il problema sia sempre quello.
Quando mi sono laureato in attesa di una borsa di studio o del dottorato
mi mantenevo lavorando per una giovane software house che lavorava nella
gestione degli immobili di una società pubblica. Frequentando il loro
piccolo CED mi resi conto che, al contrario di quanto un giovane
laureato potessse immaginare, non c'è posto più conservativo di un
Centro Elaborazione Dati.
Le PA (non tutte fortunatamente ma la maggior parte) per scelta di pura
continuità o per mancanza di (giovani) specialisti interni, si affidano
anima e corpo ai privati. Che ovviamente fanno il loro mestiere nel
vendere ciò che hanno ma che almeno dovrebbero essere guidati. E invece
sono lasciati da soli a prendersi carico di tutto.
Poi capita che per questo circolo vizioso, gli stessi privati non siano,
diciamo così, incentivati a innovare. Alla fine abbiamo sistemi
informativi nati vecchi e aziende che non crescono in competenze. E
tanti giovani con belle idee e con imprese dinamiche ed innovative che
non vengono nemmeno considerate.
E poi come side effect ci troviamo in un Paese (al di là della
narrazione sugli unicorni) dove le startup non hanno futuro e nemmeno
investitori che mettono fondi.
Infine, a parziale motivazione, mettiamoci pure che il Codice degli
Appalti non sembra sia fatto per incentivare acquisti "innovativi". E
che le procedure di PCP e simili dovrebbero diventare la norma, non
essere l'eccezione.
Un cordiale ma avvilito saluto a tutti
Giorgio
Il 26/01/2021 08:36, Antonio Iacono ha scritto:
Stavolta sono d'accordo con Luna [1].
Riporto anche i link diretti agli articoli di Vincenzo Di Nicola [2] [3].
Oddio, non è che condivida parola per parola quello che scrive
ma nel complesso mi piace.
Antonio
[1]
https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2021/01/26/news/un_hacker_a_capo_dell_inps_era_ora_-284214489/
[2]
https://vincenzo.me/2021-trasformazione-inps/
[3]
https://vincenzo.me/impeto-e-tempesta-it-invito-al-governo-per-un-risorgimento-post-inps/
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