Questo mi suggerisce un altro tipo di intervento.L’Europa potrebbe usare questo come arma di negoziazione contro i dazi di Trump.
Invocando motivi di emergenza di sicurezza nazionale, l’UE potrebbe sequestrare tutti i datacenter in Europa di aziende USA.
I datacenter confiscati verrebbero messi a disposizione di un consorzio pubblico, incaricato di gestirli.
L’operazione andrebbe preparata per tempo, per assicurarsi di potere ottenere le chiavi di accesso e di amministrazione dei sistemi, in modo da poterli amministrare in autonomia dalle case madri in USA.
Quindi l’operazione di sequestro fisico avverrebbe subito, mentre la presa in consegna dei servizi erogati avverrebbe ad una data fissata, diciamo tra 6 mesi.
Durante questi 6 mesi, squadre di tecnici si dovrebbero allenare su come gestire e amministrare i servizi erogati su quei datacenter.
La minaccia di prendere definitivamente il controllo di tutti i datacenter, dovrebbe convincere l’amministrazione Trump ad aprire dei negoziati per eliminare o ridurre i dazi.
Nel frattempo essendosi preparati a gestire i servizi delle aziende americane, i tecnici europei potrebbero fare tesoro delle conoscenze e iniziare a realizzare servizi alternativi sul suolo europeo, affidati al consorzio creato sopra.
Non sarebbe la prima volta che l’EU confisca proprietà di altri paesi: è stato fatto confiscando i beni di proprietà russa.
— Beppe
On 3 Apr 2025, at 12:00, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote: