Proprio così.
Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende complici).
Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico federato basato tutto su sw Open Source.
Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti.
Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università.
Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere servizi digitali comuni gestiti in proprio.
Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la nostra libertà.
— Beppe
On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request@server-nexa.polito.it wrote:
From: Guido Vetere <vetere.guido@gmail.com>To: abregni <abregni@iperv.it>Cc: Antonio <antonio@piumarossa.it>, nexa@server-nexa.polito.itSubject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i socialMessage-ID: <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com>Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :- Certificazione dell'identità (facile da aggirare)- Moderazione e factchecking (ha già fallito)- Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti(giuridicamente assurda)Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare?Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei lorocontenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzatie interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.G.On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni@iperv.it> wrote:
Ciao.
La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del
problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
- Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere
della Sera;
- Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio
futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
finita così, ...la democrazia).
Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
mentale e delle nostre democrazie".
A.
https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliardari-vogliono-rovesciare-la-democrazia-riformiamo-i-social-97dbc212-0601-40b0-8396-ac01a5f633b7.html
https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4