Wi fi.  Garante- Fipe-confcommercio. Eco il testo   della lettera spedita dal Garante il 5 febbraio. 

 

 

Il tutto nasce da una nota stampa della FIPE –confcommercio, ripresa da diversi organi di stampa.

La sensazione iniziale č che il garante privacy potesse aver “sbloccato” l’uso del wi fi adottando un provvedimento autorizzatorio a valenza generale .

Non č ovviamente cosi.

Analizziamo i fatti.

La nota č stata spedita il 5 febbraio.

Eccone i contenuti.

il Dipartimento Comunicazione e reti telematiche, attraverso il capo dello stesso Dipartimento, Luigi Montuori, invia il 5 febbraio alla FIPE la risposta al “quesito in materia di liberalizzazioni dell’accesso alla rete wifi.
La risposta č formulata in questi termini:

“L’abrogazione della revisione relativa alle “misure di preventiva acquisizione dei dati anagrafici riportati su un documento di identitā dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad internet utilizzando tecnologia senza fili”, contenuta nel suindicato art. 7, comma 4 del decreto Pisanu, ha fatto venir meno l’obbligo, per i gestori dei c.d. Internet Point, di registrare i dati anagrafici e identificativi degli utenti e di monitorare le sessioni Internet.”

Attenzione che il garante adotta il termine “internet point” in una modalitā che potrebbe sembrare atecnica.

La legge Pisanu e tutte le norme del settore delle comunicazioni elettroniche adottano una diversa terminologia perchč diverse sono le tipologie di fornitura di accesso al pubblico ( esercizi pubblici in via prevalente, esercizi pubblici e basta, hot spot wifi privati, hotspot pubblici).

Le distinzioni sono state colte praticamente da tutti gli esperti del mondo delle tlc http://blog.quintarelli.it/blog/2011/05/confusione-sul-wifi.html

In nessuna parte dell’abrogato decreto pisanu infatti si adotta il termine internet point, che, potrebbe indurre in errore, e che tra l’altro ovviamente non si applica a bar e pizzerie.

 

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