In data lunedì 28 settembre 2020 14:03:54 CEST, Luciano Paccagnella ha scritto:
Caro Marco, ti ringrazio molto.
Sarebbe molto interessante intraprendere un'azione di questo tipo, ma non credo sia utile o opportuno farlo come mia iniziativa personale. Anche perchè potrei ricevere qualsiasi risposta, ma non saprei cosa farmene senza un'ulteriore assistenza da parte tua o di un altro legale con competenze specifiche.
Mi rendo invece senz'altro disponibile a un'eventuale azione condivisa portata avanti con altri colleghi di Unito (qualche volontario qui?) e con un'assistenza legale in grado di accompagnarci nei vari passaggi. Sono a disposizione. Ti anticipo che, nel quadro di un'associazione che ha come obiettivo la tutela della privacy dei cittadini, stiamo organizzando un tool di supporto per i molti che sono nella tua situazione. m.c.
Luciano Paccagnella Dipartimento di Culture, Politica e Società Università di Torino www.didattica-cps.unito.it/persone/luciano.paccagnella
Il 27/09/20 10:57, Marco Ciurcina ha scritto:
Suggerisco di chiedere all'università se l'uso dei servizi sia conforme alle norme sulla privacy alla luce della sentenza Schrems II.
Puoi scrivere qualcosa del genere.
---inizio--- Io sottoscritto/a [nome e cognome] ai sensi degli artt. 12, 13, 14, e 15 del Regolamento (UE) 2016/679 (di seguito "RGDP"), al fine di verificare che i miei dati personali siano trattati nel rispetto delle norme vigenti, chiedo mi vengano fornite le seguenti informazioni:
1. se trasferite direttamente (a dei responsabili del trattamento) o indirettamente (a dei responsabili del trattamento che trasferiscono a dei subresponsabili del trattamento) dati personali al di fuori dell’Unione Europea ai sensi dell'art. 45 del RGPD e, se si, verso quali paesi terzi e/o organizzazioni internazionali,
2. su quali
(i) decisioni di adeguatezza ai sensi dell'articolo 45, paragrafo 3, (ii) garanzie adeguate ai sensi dell'articolo 46, o (iii) altre condizioni ai sensi dell'art. 49 del RGPD
è basato ciascuno dei trasferimenti di dati personali che realizzate al di fuori dell’Unione Europea,
3. copia delle clausole tipo di protezione dei dati e/o delle norme vincolanti d'impresa sulle quali sono basati i trasferimenti di dati personali che realizzate al di fuori dell’Unione Europea,
4. se utilizzate dei responsabili e/o subresponsabili del trattamento statunitensi, se questi ultimi sono o meno soggetti agli obblighi previsti dal FISA Section 702, dall'Executive Order 12.333 o da altre norme che possono indebolire la protezione dei dati personali prevista dal RGPD, e
5. se trasferite direttamente o indirettamente dati personali negli Stati Uniti, quali misure supplementari implementate per impedire che i dati personali siano accessibili in transito o presso i responsabili e/o subresponsabili del trattamento statunitensi.
Resto in attesa di ricevere le suddette informazioni nel termine di legge.
Cordiali saluti
[nome e cognome] ---fine---
m.c.
In data mercoledì 23 settembre 2020 21:26:18 CEST, Luciano Paccagnella ha
scritto:
Segnalo solo che la questione si accompagna a quella (non saprei se più o meno grave di questa) delle università italiane, che stanno o sono ormai migrate in massa verso soluzioni proprietarie, generalmente offerte dai soliti colossi.
Su questa lista se n'è accennato già sei anni fa quando segnalai come l'università di Torino avesse passato quasi in sordina la notizia della dismissione dei servizi gestiti in autonomia per la posta elettronica, alla soluzione offerta da Gmail per tutte le caselle di posta di studenti e docenti (che da allora siamo obbligati a usare).
Da allora, e quest'anno ancora di più in seguito all'emergenza covid, questa tendenza si è ulteriormente aggravata. Notizia appresa stamattina come piccola curiosità: i nuovi pc in dotazione alle aule del Campus Einaudi (uno dei principali poli didattici di Unito), attrezzate durante l'estate per la cosiddetta didattica "ibrida", non avranno porte usb libere in cui poter inserire per esempio una chiavetta personale contenenti i propri file. La soluzione suggerita è quella di fare uso del cloud google di cui tutti i docenti sono dotati. Per dire, e per non parlare dell'intera didattica aa 2020-21 su Cisco Webex, eccetera eccetera.
Non conosco la situazione nel dettaglio presso gli altri atenei italiani, ma da quello che so è tendenzialmente la stessa.
Luciano Paccagnella Dipartimento di Culture, Politica e Società Università di Torino www.didattica-cps.unito.it/persone/luciano.paccagnella
Il 23/09/20 11:14, Antonio Iacono ha scritto:
Un bell'articolo di Sonia Montegiove (non so se è iscritta a questa lista).
https://www.techeconomy2030.it/2020/09/22/linsostenibile-leggerezza-dell es sere-un-po-troppo-poco-trasparenti/
Lo segnalo anche perché fa riferimento a persone e cose su cui abbiamo discusso ultimamente.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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