"il cosiddetto emendamento Fava in NESSUN MODO impone la disconnessione del provider, ma
soltanto lo obbliga a tener conto delle segnalazioni che
riceve,
assumendosene la responsabilità se decide, in piena autonomia, di non
tenerne conto, esattamente come prevede ESPRESSAMENTE la Direttiva.
Se il provider, una volta informato, non fa niente, allora il titolare dei
diritti violati può agire in giudizio anche contro di lui, oltre che contro
l'autore materiale della violazione.
Perciò E' SEMPRE UN GIUDICE che deve decidere chi ha ragione e chi ha torto;
e i provvedimenti che può dare sono solo l'INIBITORIA, cioè l'ordine di far
cessare l'illecito e di prevenirne la ripetizione, e il RISARCIMENTO DEL
DANNO.
MAI IN NESSUN CASO, lo ripeto, può essere ordinata la disconnessione del
provider!!!
Dunque questa è una norma ESEMPLARE perché fa l'opposto di quello che molti detrattori interessati
e non liberi dicono: la norma cerca infatti di
delineare un PUNTO DI EQUILIBRIO
tra le esigenze di proteggere i diritti e quella di lasciare alla rete la
massima libertà, che NON E' MINIMAMENTE IN DISCUSSIONE: è una norma MOLTO
PIU' LIBERALE di quelle inglesi e francesi già in vigore e non ha NIENTE A
CHE VEDERE con quella americana recentemente bocciata.
Infatti chi attacca questa norma non è andato affatto a vederne il testo, ma
si è creato un FANTOCCIO POLEMICO che a questa norma è completamente
estraneo, ma che è molto più facile da attaccare.
E poi diciamolo chiaro: dietro queste proteste di cono gli INTERESSI
ECONOMICI dei grandi e potenti fornitori dei servizi di rete, che non
vogliono ridurre i LORO PROFITTI fatti fornendo questi servizi anche a chi
viola la legge.
La norma e' a difesa dei prodotti italiani e della credibilità' del nostro
sistema"