Grazie Maurizio,
penso che sia meglio un uso conviviale dell'intelligenza in cui quel che si sa, si usa per costruire un sapere comune ... un modo di comunicare in cui la discussione aperta e amichevole sulle cose conti più delle appartenenze di gruppo, quale che sia il gruppo. ... [altrimenti] le mail interessanti scambiate in lista diventano sempre meno numerose
Scusa l'estrema sintesi, ho preso le parti propositive :) Ma cosa interessa alle persone iscritte in lista? La "fortuna" di Facebook, all'inizio, è stato il pollicione in su, il "like". In questo modo un articolo, un commento, un racconto, un pensiero veniva giudicato "interessante" dal numero dei click sull'icona. Ma qui? Si può giudicare interessante un "post", anzi, chiamamola con il suo nome, dato che è una mailing list, una email, dal numero di risposte? Evidentemente no. E allora? Io posso continuare a scrivere di PA e ICT "ad libitum", interessa? Di ICT ed etica, interessa? Di software libero, interessa? Di filosofia della scienza, interessa? O forse è il caso di rivedere il "tema" della lista? "mailing list usata per segnalazioni di eventi e pubblicazioni Nexa e per segnalazioni di articoli, URL, libri, rapporti, ecc. sul tema "internet & società" Andava bene 15/20 anni fa, ma ora? Internet (oggi) è società, e società è tutto. E allora, si discute di tutto? Torno alla tua richiesta, "costruire un sapere comune" perché è quello a cui teniamo in tanti. Io non sono saggio come Socrate ma "so di non sapere" e molto spesso i miei interventi portano, a pié di pagina, dei link. Bene, a parte Giovanni, Giacomo e pochi altri, è raro vederne. Maurizio, tu mi insegni che il bravo bibliotecario è colui che estrae informazione utile da una quantità immensa di dati. Bene, mi piacerebbe che questa lista fosse come quel bibliotecario. Antonio