Se ci sarà una soluzione, dovrà secondo me necessariamente passare per dei fornitori/consulenti (privati convenzionati? un corpo tecnico della PA? terzo settore? ... tutto da inventare) ...
Privati convenzionati? Per molte amministrazioni è la soluzione attuale (anzi da almeno ventanni). E in molti casi si è tradotto solo in lock-in, con risparmi di spesa pressoché inesistenti anche nei casi di "scala". Corpo tecnico della PA? Nel 1993 veniva istituita l'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione (AIPA), un organismo pubblico italiano con il compito di promuovere, coordinare, pianificare e controllare lo sviluppo di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, secondo criteri di standardizzazione, interconnessione e integrazione dei sistemi stessi (fonte Wikipedia). L'AIPA è stata sostituita, nel 2003 dal Centro nazionale per l'informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA), che a sua volta (nel 2009) ha cambiato nome in DigitPA per terminare (finora) il suo peregrinare verso la scelta della ... sigla migliore, in AgID, abbreviazione di Agenzia per l'Italia digitale. Possiamo dire, eufemisticamente, che non ha lasciato un solco indelebile nella transizione digitale della P.A.? Terzo settore? Ho raccontato un aneddoto personale in questi giorni sulla lista. Beh, forse i ragazzi dei LUG quanto a preparazione e impegno potrebbero rappresentare una risorsa in più. Ma, come hai detto tu, non si fa sistema con le eccezioni e, quindi, aggiungo io, nemmeno con il volontariato. Cosa rimane? Mi avete bocciato la proposta di coinvolgere i dipendenti attuali della P.A. (docenti, personale tecnico, ecc.). Bene ma in questo modo (e senza soluzioni alternative) si finisce dritti dritti nelle braccia delle Big Tech. E allora lancio una nuova proposta. Corpo tecnico della PA sì, ma che svolga "seriamente" il compito di promuovere, coordinare, pianificare e controllare lo sviluppo di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, non come AIPA/CNIPA/DigitPA/AgID (non me ne vogliano i dipendenti dell'attuale AgID, non ce l'ho ovviamente con loro). Questo organismo dovrebbe comprendere al suo interno le migliori menti della P.A. Gruppo a cui si affiancherebbe una quota di neoassunti. Alt, fermatevi, immagino già le critiche. Come si fa a scegliere le "migliori menti"? Chi ci assicura che non sarà l'ennesimo "carrozzone" e via di questo tenore. E' apparso in lista, qualche giorno fa, il nome di Olivetti. Anni fa ho dedicato moltissimo tempo allo studio di Adriano Olivetti, il suo "stile" imprenditoriale, il modello Olivetti, i suoi progetti politici. L'utopia di un capitalismo dal volto umano di Olivetti è nota, ma è sempre bene ribadirla. Ed Olivetti sceglieva bene le persone a cui affidare gli incarichi. I dirigenti non li selezionava in base ai curricula o a quello che avevano fatto in altre aziende, ma in base all'apporto che potevano dare al suo progetto di tradurre in pratica l'utopia. Uno di questi è stato Paolo Volponi. Non parlerò di lui, non basterebbe un libro, anzi, per chi non ne avesse mai sentito parlare consiglio di cercare in rete o in libreria (Maria Luisa Ercolani: Paolo Volponi. Le sfide del Novecento ad es.) Ecco, mi piacerebbe che a scegliere il personale di questo nuovo "organismo" fosse una persona come Paolo Volponi. Antonio