Mi sono messo in un bel guaio.Infatti, io sono amico e ammiratore di Stallman. Inoltre, io sono un femminista convinto, come è ovvio, essendo io marito di una moglie da 57 anni, padre di tre figlie, nonno di quattro nipotine. Forse è meglio che nell'articolo che sto scrivendo sul software libero io non esprima giudizi sulla vicenda Stallman ma solo la storia delle sue iniziative scientifiche. Raf Il 05/05/21 14:19, D. Davide Lamanna ha scritto:
Innanzitutto ringrazio Riccardo Nanni per il bellissimo messaggio. Se ne sentiva davvero il bisogno.
In questo articolo di Repubblica difensivo nei confronti di Stallman si fa riferimento al fatto che "Un'ombra però rimane. Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in questi giorni di 'essere stata tastata da lui in ascensore'." https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_l... <https://www.repubblica.it/tecnologia/2021/04/02/news/il_mondo_del_software_l...>
Visto che Riccardo cita un articolo che ho letto, voglio cogliere l'occasione per dire pubblicamente che a me l'articolo non è piaciuto per niente.
Premetto che l'autore, Arturo Di Corinto, è un amico. Ho verificato, Arturo non è iscritto qui, sebbene vi era una concreta possibilità che lo fosse, visto che conosce la metà degli iscritti. Comunque gli archivi sono pubblici e l'iscrizione libera.
Arturo è nettamente a favore di Stallman. Io tutto al contrario.
Prendo lo stesso passaggio citato da Riccardo:
"Una professoressa italiana, 40 anni fa in visita al Mit come studentessa, ha asserito in questi giorni di “essere stata tastata da lui in ascensore"
Si noti il curioso utilizzo della parola "asserito". Molto curioso, no? Tra tante parole, proprio questa è stata scelta. Si noti anche il rimarcare che in fondo erano 40 anni fa (ma poi erano davvero 40? chi lo sa...) e lei era una "studentessa", mica una "professoressa italiana" come oggi.
Prosegue così:
"Secondo il professore pisano Giuseppe Attardi che all’epoca era visiting professor al MIT, “circolava voce che ‘ci provasse’ con le ragazze del laboratorio che per questo evitavano di andare sole in ascensore con lui, ma niente di più".
Ora, posto che per un livornese, "pisano" può essere anche un'offesa, ma, battute a parte, ha senso parlare di Attardi, ordinario all'Università di Pisa, come di un "professore pisano"? In un articolo di giornale?!
Boh... mi sa che ci siamo tutti lasciati alle spalle il buon senso in questa vicenda. Mi ci metto anche io nel mezzo, senza problemi. E' talmente forte il dissidio, che diciamo o lasciamo intendere cose orribili l'un* dell'altr*.
Arturo è un amico, ma 'sta roba mi ha lasciato di sasso e volevo dirlo già da un po'.
D.
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