Buongiorno Stefano, buongiorno Nexa aggiungo qualche mia considerazione da sistemista e compagno di un'insegnante (che mi permette di osservare una serie di esempi "sul campo") purtroppo non ho avuto mai modo di effettuare test sul campo, avendo le risorse mi piacerebbe tanto ma questo aspetto non è sotto il mio controllo :-) Stefano Zacchiroli <zack@upsilon.cc> writes: [...]
(Quinta: ho visto che chiedevi info su questo punto l'altro giorno su Twitter, ma non ho capito se hai raggiunto una conclusione.)
AFAIU purtroppo le informazioni in merito alle risorse hardware necessarie in funzione dei partecipanti per coinferenza scarseggiano anche nella community Jitsi... ma non la seguo "da dentro" per cui potrei essermi perso qualcosa; in generale la documentazione *sistemistica* di diverse applicazioni web di successo è scarsina, non è questa solitamente la priorotà upstream (cioè del team di sviluppo dell'applicazione)
Si può raccomandare Jitsi senza incorrere in rischi eccessivi di deludere gli utenti?
assolutamente sì, nessuno può rimanere deluso da Jitsi... specialmente se è chiaro cosa si può aspettare da Jitsi (da considerare anche la qualità della traduzione della documentazione utente... ma chi legge oggi la documentazione utente?!? :-) ) l'esperienza utente può anche essere migiorata se è integrato con il sistema di didattica online, tipo https://moodle.org/plugins/mod_jitsi; Jitsi ha anche API per poter essere integrato in altre applicazioni web (mai sperimentato) sarebbe interessante valutare anche altri strumenti alternativi, ma questo comporterebbe una pianificazione ancora più articolata rispetto a quella che già non si sta facendo (modulo emergenza SARS-CoV-2, che merita di essere affrontata come caso a sè)
Nel caso, si può raccomandare l'istanza pubblica
io non credo, c'è il concreto rischio di saturarla e con questo rovinare la reputazione dell'intero progetto in generale, con questa Internet completamente priva di un sistema multicasting [1], solo aziendine come Google, Facebook e poche altre possono permettersi di avere una "potenza di fuoco concentrata" adeguata a questa emergenza, in particolare per applicazioni con discrete necessità di banda
oppure meglio consigliare un'installazione on premise ad hoc?
sì, assolutamente sì: più distribuita è meglio è; l'ideale sarebbe avere una istanza per istituto, ma per reggere deve avere comunque un sacco di risorse se si vogliono creare stanze di circa 20 alunni per circa 40 classi (e magari stanze anche per gruppi di docenti?); questo pone un serio problema di risorse *e* sistemistico, che si può risolvere solo con una adeguata pianificazione non fornirò dettagli nemmeno sotto tortura ma mi è giunta voce di un progetto da parte di un editore importante - che prevedeva tra altre cose la messa a disposizione di una grande istanza Jitsi - saltato perché i costi per istanziare i servizi su una piattaforma cloud ben nota erano esorbotanti, i costi per il lavoro dei sistemisti e dei system integrator in confronto _pare_ fossero contenuti rispetto al totale (anche se non ho le proporzioni) l'ordine dei problemi sistemistici per pacchettizzare Jitsi [2] per essere distribuito in modo riproducibile e per effettuare il deployment (installare le istanze di tutti i servizi necessari sulle varie macchine dell'infrastruttura) in modo automatizzato è molto interessante, ci sono diversi strumenti per affrontarli [3] ma servirebbe pianificazione e risorse per metterli in campo [...] cordiali saluti, Giovanni [1] https://secushare.org/broken-internet#scalability [2] per fare un esempio è dal 2013 che in Debian non si riesce a pacchettizzare Jitsi, dal 2017 non ci sta provando più nessuno https://tracker.debian.org/pkg/jitsi, anche se Jitsi ha un proprio repo per pacchetti Debian https://jitsi.org/downloads/ [3] in particolare ritengo Guix https://guix.gnu.org/ di un ordine di grandezza superiore rispetto ad altri -- Giovanni Biscuolo Xelera IT Infrastructures