Mi spiace, ma dissento da una battaglia del genere. Proteggere le nostre imprese pubbliche? Per quale motivo? Sono più trasparenti delle altre? Lavorano per noi? L'Alitalia? La vecchia ILVA? La Montedison?  Potrei continuare... Non ne farei una battaglia di protezionismo. 
Io centrerei l'attenzione sulla sanità - pubblica, privata e aziende fornitrici connesse - perché sarà quella che direttamente o indirettamente avrà una ampia fetta della torta. 
La domanda è: Come fare per proteggerci da future pandemie o da altre emergenze? Perchè non partire da qui? Cosa ha funzionato e cosa non durante lo scorso anno? E ora coi vaccini? Abbiamo bisogno di un militare in divisa o al contrario di comunità informate e capaci di autodeterminazione e interdipendenza? I dati della pandemia a chi vanno? Perché i dati di oggi sono di 22 giorni fa? E perché i cittadini non li hanno? Tutto ciò ha portato l'anno scorso a sofferenza evitabile (più morti, più malati, maggiori costi esistenziali, economici)? 
Ed ora?  Io credo che al di là del PNRR vada seguito lo sviluppo della vaccinazione e cosa ci aspetta dopo. Mettere al centro le politiche della vita e considerare come le tecnologie digitali possano aiutare in tal senso. 
 

Il giorno lun 3 mag 2021 alle ore 12:19 Angelo Raffaele Meo <meo@polito.it> ha scritto:
        Conoscendo i nostri polli, avevamo temuto che quello che si chiamava
Recovery Plan diventasse una importante opportunità di business per i
soliti noti stranieri. Per questo avevamo scritto una prima lettera,
sottoscritta da decine di colleghi e associazioni importanti, a Giuseppe
Conte e ad alcuni suoi ministri in cui affermavamo che il software
libero e l'informatica libera rappresentano un'importante opportunità di
riscatto per il nostro Paese e chiedevamo che nella definizione del
programma si tenesse in conto sia il codice dell'amministrazione
digitale sia le norme per la protezione dei dati personali. Dal Governo
arrivò soltanto la risposta simpatica e positiva della ministra Pisano.
        La ministra Pisano non fu rinnovata e fu sostituita da Vittorio Colao.
Un amico mi ha spiegato che Colao è una persona di alto livello
professionale e di grande onestà e io gli credo. Tuttavia, il suo
glorioso passato come presidente di una importante multinazionale delle
telecomunicazioni e la sua promessa di portare la fibra ottica a tutti
entro il 2026 mi hanno ricordato quello che diceva Laocoonte ai suoi
concittadini davanti al cavallo di Troia: "Timeo Colaum et dona ferentes".
        Abbiamo mandato una nuova lettera a Draghi e ai suoi ministri, compreso
ovviamente Colao, ma non è arrivata nessuna risposta. La realtà della
scienza e della tecnologia è diventata molto complessa e le persone
importanti non hanno il tempo necessario per comprenderla. Pertanto non
credono a noi e al spftware libero. Pertanto, mi è venuta un'altra idea,
finalizzata prevalentemente agli interessi economici del nostro Paese:
suggerire questa norma ai proponenti del PNNR: "Almeno 90% del
finanziamento dovrà essere stanziato a favore di strutture pubbliche o
imprese nazionali". Qualcuno conosce una persona importante che ci
ascolti e proponga quella regoletta?
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"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy