Andrea Glorioso ha scritto:
> Chiarito l'equivoco, mi chiedo come la Commissione voglia > trattare il bandwidth cap, e se ha gli strumenti per farlo, > visto che non mi pare ci siano dubbi che esso rappresenti un > ostacolo grave per il "genuine digital single market in the > context of the announced European Digital Agenda" e più in > generale per lo sviluppo della società dell'informazione, che a > sua volta è il "petrolio" del mercato interno (fra virgolette le > parole della Commissione).
Come ho detto nella mia prima risposta (e come scrivo in calce ad ogni mio messaggio) non posso dire cosa la Commissione voglia o non voglia fare. Pero` non sono certo di vedere il legame tra l'applicazione di limiti di traffico (noti) e il raggiungimento del "mercato digitale unico".
Posso vedere qualche legame in piu` con lo sviluppo della "societa` dell'informazione", ma alla fine della fiera gli operatori di telecomunicazioni devono avere dei margini di guadagno. L'applicazione di limiti di traffico e` un modo come un altro per "prezzare" l'uso delle proprie infrastrutture. Le autorita` pubbliche, europee o nazionali, hanno a disposizione molti strumenti (incentivi, deduzioni fiscali, sovvenzioni vere e proprie) per stimolare la domanda, oltre ad imporre agli operatori di non applicare limiti di traffico (che, ribadisco, trovo sia una pratica differente rispetto al differenziare il traffico).
Ma sono pronto ad essere convinto del contrario!
Facciamo un passo indietro. Come avevamo chiarito, non ci riferiamo a limiti di traffico. Ci riferiamo al bandwidth cap: strozzatura della banda discriminatoria, non agnostica: significa che se (situazione ipotetica in base ai piani annunciati) io cliente finale britannico pago British Telecom per 100 Mbit/s, comunque ricevo contenuti artificialmente discriminati a 768 kbit/s dalla BBC, se la BBC non paga (oltre alla banda che già paga oggi) un balzello addizionale a BT stessa. Ho quindi un cap pari allo 0,8% della banda massima teorica per la quale pago. Nel caso di Vodafone, io cliente italiano, anche se pago il top delle tariffe Vodafone, ho un cap per il p2p e il VoIP pari allo 0,7% della banda massima teorica (in download) per cui pago. Vodafone ha cioè introdotto una scarsità artificiale (ha creato una scarsità inesistente tecnicamente) per costringermi a pagare due volte per lo stesso servizio (e se metterà come ha fatto Deutsche Telekom la "tassa" per sbloccare il cap per una certa applicazione, il cliente italiano pagherà tante volte lo stesso servizio per quante sono le applicazioni/protocolli/servizi/siti web che vuole sbloccare). Invece di favorire la differenziazione delle tariffe in base alla qualità del servizio e quindi investimento nell'innovazione e nelle infrastrutture, queste pratiche favoriscono un modello di business basato sulle limitazioni inventate, e la differenziazione delle tariffe avviene introducendo una penuria artificiale e artificiosa. Gli esempi che avevo fatto volevano mostrare che il cap può essere un ostacolo molto grave per il mercato digitale unico. Il business che può sorgere da eventuali alleanze fra telcos e grandi distributori di contenuti per la creazione di super-nodi di distribuzione che filtrano tutti i contenuti concorrenti rischia di rendere incentivi e deduzioni fiscali molto poco appetibili e di essere difficilmente estirpabile tramite procedure per pratiche anticompetitive, pur portando a distorsioni profonde del mercato interno (per esempio, bloccando de facto lo sviluppo delle start-up in rete e bloccando la diffusione dei contenuti sotto licenze Creative Commons, GPL...). Da qui la domanda "delicata" già posta: la Commissione, se volesse intervenire, avrebbe i mezzi per farlo? Nel caso del VoIP sembra proprio di si, ma negli altri casi? Tuo parere personale, non mi permetto di farti domande chiedendo una risposta ufficiale. :) Per inciso, i margini di guadagno degli operatori non dovrebbero essere aumentati per mezzo di pratiche nocive all'innovazione, alla libera concorrenza e al mercato interno. Permettimi poi un'osservazione quandi citi "un modo come un altro per prezzare l'uso delle PROPRIE infrastrutture", per quanto tu lo riferisca ai limiti di traffico e non al cap sulla banda: in Europa gran parte delle infrastrutture che ora sono usate dalle telcos sono state pagate fino all'ultimo centesimo dai cittadini. Inoltre, alcune delle tecnologie più importanti che usano le telcos per i propri profitti (per esempio il TCP/IP) non sono state inventate da loro ma sono state messe a disposizione gratuita di chiunque le voglia usare. Infine, Internet è stato riconosciuto come lo strumento chiave per l'esercizio di certe libertà fondamentali. Quindi non tutti i "modi di aumentare i guadagni" sono equivalenti, quando c'è Internet di mezzo, al di là di considerazioni sui Trattati in merito a pratiche anticompetitive. Per quanto concerne l'innovazione, se deprioritizzazioni e bandwidth cap fossero stati possibili e praticabili negli anni 90, avrebbero facilmente potuto impedire la nascita del World Wide Web. Ciao, Paolo