il consenso informato in rete....è questione tanto interessante quanto complessa e delicata. Mi piacerebbe sapere se esiste qualche valida proposta alternativa al solito "point and click". saluti Marco Il giorno 18 marzo 2012 09:38, Marco Mendola <marco.mendola3@gmail.com> ha scritto:
*Cara dott. ssa Agata Lo Tauro,*
sono ben contento delle sue critiche, alle quali cercherò di rispondere nel modo più esaustivo possibile, o almento spero e credo.
1)*Alla domanda "Qual è il bene comune?"* rispondo: il bene comune è rappresentato dalla possibilità di ritornare ad attribuire alla famiglia un ruolo centrale nell'educazione e nellca crescita del proprio figlio/i. Al problema tipico o alla domanda tipica che tra le mamme/papà di miei amici e vicini di casa, oppure parenti si chiedono: "come faccio a monitorare mio figlio nell'utilizzo dei sistemi ICT (senza invadere perticolarmente i "suoi" sapzi relazionali e di crescita con i coetanei, e qui vari esempi: dai social network, ai blog e chat, al file sharing, alla diffusione di materiali e files altamente pericolosi per la crescita di un minore quali ad esempio: immagini magari particolarmente crude di un inviato BBC ad esempio che riprende la guerra live; alla vasta possibilità che il minore che ricerca o semplicemente incuriosito dal cercare immagini e video di contenuto non consono e formativo legati alla sessualità (e qui invito ad approfondire la psicosessualità infantile G. ZARA) tutti aspetti spesso legati alla pubertà e alla voglia di crescere e di "scavalcare la figura genitoriale" . Immagino ci sarebbero altri milioni di esempi. *IN ALTRI TERMINI, SI PARLA IN DOTTRINA DI DIRITTO PSICOTERAPEUTICO*: con questo si vuole intendere: "l'insieme degli aspetti della legislazione e della giurisprudenza che si prefiggono di tutelare la salute degli individui nella sua dimensione psichica (...) e riguarda ambiti come il campo dell'igene mentale, le nrome sulla tossicodipendenza (...) (G. Gulotta, Compendio di psicologia giuridico forense, criminale ed investigativa, Giuffrè, 2010, pp. 375-376). *Partendo da questo punto chiave e personalmente osservando il vuoto legislativo specifico lasciato dal nostro ordinamento in tema di protezione del minore on line, dalla diffusione dei suoi dati* *(a mio parere ancora più sensibili di una 196/2003) e su tutto la mancanza di un reato specifico sull'adescamento dei pedofili* *on line*, il progetto si prefigge il compito di analizzare gli aspetti multidisciplianri del problema (a livello da studenti e non da professionisti pluriesperti di settore) per giungere ad un modello (ma nulla più che un modello o protocollo) di soluzione ed aumento della protezione comune della famiglia. *Ergo* in pochi termini, *RIPORTARE LA FAMIGLIA AL CENTRO DELLE VICENDE SOCIALI, POICHè LA PREVNZIONE è D'ORO, quindi * *MAGGIOR DIALOGO E CONTROLLO PER IL GENITORE DI AIUTARE, SOSTENERE, E MONITORARE LA CRESCITA DEL FIGLIO* *NELLA SUA INSEPARABILE VERSIO DIGITALE* (dato che la cosa più inutile da fare sarebbe proibirne l'utilizzo, del tutto antiformativo a mio modesto avviso. Di sicuro non sarà un genitore a fermare la nuova era digitale). Inoltre pare necessario evidenziare che NON SEMPRE LE FORZE DELL'ORDINE SONO IN GRADO DI INTERVENIRE TEMEPESTIVAMENTE, DATA L'ESTREMA VELOCITà CON CUI SI COMPIONO REATI DI QUESTO TIPO AVVENUTI ON LINE. PUTROPPO LA MAGGIORPARTE DELLE VOLTE, LE AUTORITà INTERVENGONO A REATO GIà "CONSUMATO" (es adescamento, molestie, sempre tutto nella sfera virtuale di un social network/blog/mailinglist).
*2)*Per quanto concerne l'aspetto etico, nel corso dei miei anni di studio in Università, hanno sempre cercato di spiegarmi che un conto è il diritto, altri fatti sono l'etica la morale ecc. Solo in alcuni particolari corsi di filosofia del diritto vengono approfonditi temi cosi' delicati: dalla bioetica, ai diritti del malato e della salute, ai diritti del fanciullo ecc. in cui diritto etia ed altri temi delicatissimi come l'eutanasia vengono affrontati nella riflessione ex art. 32 Cost. Tuttavia, NON credo di poter approfondire aspetti per un codice "etico" ammetto di non esserne in grado. Al massimo poteri chiedere al mio diciamo "pool" di amici psicologi forensi; *altrimenti sono pronto ai tuoi suggerimenti*!
*3)*Infine per ribadire: NON è UN CODICE ETICO, NON è UN SOFTWARE, NON è UN CONTROLLO "SATELLITARE" ma per la versio 1.0 in stato Alpha Test, la creazione di un' app Facebook, che una volta attivata, consente al minore in possesso di pc, Ipad, I pod o qualunque altro tablet o smartphone, di poter "surfare in rete con più sicurezza data la presenza di firewall di protezione basati sui "software agents"(tanto cari al prof. G. SARTOR di UniBo, e la possibiità per i genitori di poter aiutare e monitorare il proprio figlio ancora minorenne in un corretto uso della piattaforma Web, senza interferire con la crescita psicosociale legata alla relazione che il minore ha con la sua comunità ed il suo gruppo.
*4)* Giuridicamente e rispettosamente alla privacy (e qui rimando alla lettura del testo su privacy di U.PAGALLO 2009) sarà possibile attenersi alla presenza di un *consenso informato *(oppure il classico "I agree conditions and terms) per consentire l'attivazione del servizio app. (ancora G. GULOTTA, 2010).
Spero di essere stato chiaro nonostante la prolissità. Dovrò imparare nelle prossime mail ad essere più diretto e meno dispersivo.
Grazie del tuo interesse Agata! A presto MM
Il giorno 18 marzo 2012 08:34, agatalotauro@libero.it < agatalotauro@libero.it> ha scritto:
Buongiorno.
E' un tema a me molto caro.
I problemi legati all'uso di questi *social networks sono molteplici.*
*E l'uso che i giovani e meno giovani fanno va al di là di ogni immaginazione.*
*Altre tecnologie ci possono aiutare (senza limitarsi a quelle che citi tu).*
*Ma tutto parte dall'uso che se ne fa. Qual'è l'obiettivo finale?*
*I progetti devono portare all'implementazione del bene comune (altrimenti è tutto vano, perdonatemi se la penso così).*
*E' necessario un uso "saggio e sapiente" di tutti i possibili MEDIA, che va al di là del diritto naturale, perchè la sola "ragione" può bastare? *
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*Un "codice etico" per l'uso dei MEDIA?*
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*parole chiavi: "The Risk of Education"*
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*Fammi sapere in che modo ti posso aiutare (come umanamente posso)!*
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*Grazie, è un proposal interessante!*
*Agata*
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marco.mendola3@gmail.com wrote on 18-mar-2012 4.38 A: "Giuseppe Futia"<giuseppe.futia@polito.it> Cc: <nexa@server-nexa.polito.it> Ogg: Re: [nexa] Open Geek Meeting - Domenica 1 aprile ore 14 a Torino
Buongiorno a tutto il network di Nexa.
Sono Marco Mendola, laureando in giurisprudenza presso UniTo. Relativamente al post del dott. Giuseppe Futia sull'evento "Open Geek Meeting" mi permetto di inoltrarVi copia del mio modesto *draft* sul progetto che ho pensato di proporre. Spero sia di vostro gradimento per incentivare l'attività della nostra mailing list. (Spero, inoltre, di non aver fatto troppi errori informatico-giuridici, ad ogni modo, sono aperto ad ogni tipo di critica, in modo da rafforzare il progetto "Wittgensteinamente"). Cordiali saluti a tutti ed arrivederci al prossimo mercoledì Nexa! MM ps: Nel caso foste interessati al progetto non esistate a contattarmi. Grazie ancora, MM.
*"L'intento della disciplina **“Childhood’s Firewall and Legal Perspectives”** necessita di vertere su canali e strutture molteplici, profondamente capillari e di numerose sfaccettature. Non è possibile, almeno sino ad ora, pensare ad un Firewall comune ed univoco che sostenga ogni tipo di macchina computer (Mac, Pc, Tablet, Smartphone, etc.) o browser (Internet Explorer, Safari, Google Chrome, Mozilla Firefox, Opera, etc.).***
*Indispensabile è ricordare che la protezione debba essere fornita all'utente e dall'utente, che di sua libera iniziativa decide di installare un software o utilizzare un’estensione per la navigazione Internet oppure un applicativo Web, viceversa, se la protezione diventa imposta "a monte", ovvero residente sui server o addirittura legata alla distribuzione dei servizi da parte dei providers (Telecom, Tiscali, Infostrada, Fastweb, etc.), il confine fra protezione e censura diviene, a dir poco, labile (come avviene nella parte orientale del globo. Cfr. China and Privacy). *
*E' altresì di fondamentale importanza ricordare che "Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo." (si v. Laozi) ed è così che la prima pietra vorremmo posarla sul più comune dei territori connettivali Web: il social network Facebook.*
*Diffuso in molti territori, conta milioni di utenti, con un incremento della percentuale di adesioni esponenziale negli ultimi anni, si segnala una rilevanza che non può essere ignorata anche, purtroppo, per il dato di diffusione della pedofilia on line aumentato incredibilmente dall'arrivo del social network stesso (cfr. ultima pubblicazione di Panorama, marzo 2012).*
*Immaginando da qui a due anni un Firewall efficace ed efficiente, completamente Cross-platform, desideriamo partire con una versione 1.0 Alpha Test proprio sulla più nota delle Internet Community; elaborando una Facebook App che l'utente può facilmente reperire, cliccare ed autorizzare così che essa possa attingere alle sue informazioni e, tramite un analisi sensibile in real-time, cominciare a creare un database relazionale che fornisca al “pool” di esperti i dati per muoversi lungo il tortuoso fiume della ricerca e dell'indagine sui reati minorili; tutto questo nell’ottica generale di protezione giuridico-sociale dei minori. Nel momento in cui si utilizzasse la piattaforma Web, anche tramite una sorta di “parental control”, si ipotizza una tecnologia RFID’s collegabile per esempio dagli smartphones dei genitori del minore, si permette una miglior supervisione da parte dei genitori stessi del figlio ancora minorenne, al fine di evitare e se possibile prevenire qualsiasi tipo di malagestio da parte del soggetto di età inferiore agli anni 18, oppure evitare o quanto meglio prevenire anche qui, che interventi o ‘pressioni’ ab externo, possano ledere l’incolumità morale e fisica del minore.*
*Lo stesso database (anch'esso Cross-Platform) verrà utilizzato poi, auspicabilmente, da ogni altra versione del software che andremo a costruire e perchè no, ad immaginare.*
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*Come è chiaro, la ricerca è ancora in corso (fase Alpha Test step I: idea and structure), ma con un’organizzazione di progetto polivalente, si può arrivare ad avere una marcia in più per avere un sistema di sicurezza di successo. Non si può essere unidisciplinari, in particolare nell’ottica digitale e virtuale (M. G. Gazzaniga docet). L’approccio multidisciplinare degli studenti motivati – adeguatamente seguiti dai tutors e dai supervisori esperti in qualità di professionisti del settore – è l’unica via al fine di resistere quanto più possibile alla probabilità di confutazione del modello in creazione, come tipico della teoria falsificazionista popperiana o tipica del pensiero di G. J. Chaitin ed il suo numero Ω, dal punto di vista della filosofia digitale. Sulla stessa scia di pensiero con quest'ultimo troviamo U. Pagallo, il quale, identifica con la c.d. “Teoria giuridica della complessità” il nuovo paradigma della struttura giuridica, sociale ed informatica seguendo il tipico modello di “small worlds” analogho alla struttura dei sistemi P2P.*
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*dott. Marco Mendola*
*Creator of "Childhood's Firewall and Legal perspectives".* ** ****
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* * Il giorno 15 marzo 2012 12:29, Giuseppe Futia <giuseppe.futia@polito.it>ha scritto:
*Open Geek Meeting* http://ogm.herokuapp.com/
Domenica 1 aprile ore 14 Casa del Quartiere Via Oddino Morgari 14, Torino (Ingresso Free as in Beer)
Open Geek Meeting non è un barcamp, non è una conferenza, ma è un incontro dedicato a tutti i professionisti, gli appassionati e le associazioni torinesi che hanno la tecnologia (rigorosamente opensource!) nel DNA. In occasione dell'incontro sarà possibile proporre un talk legato a uno specifico aspetto della cultura "open". Le proposte più votate dagli utenti entro il 25 marzo 2012 saranno presentate domenica 1 aprile 2012 alle ore 14 durante l'Open Geek Talk (alpha), che si svolgerà presso la Casa del Quartiere, via Oddino Morgari 14 a Torino.
Per maggiori informazioni: http://ogm.herokuapp.com/
_______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
-- *Marco Mendola*
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