On 20/09/24 00:02, Daniela Tafani wrote:
Che l'attacco sia condotto in nome dell'innovazione, da parte di aziende che promuovono solo innovazioni tossiche, che non nuocciano al loro modello di business, non è una novità.
Il principio di innovazione è esso stesso stato introdotto grazie alla pressione di lobby private (https://www.andreasaltelli.eu/file/repository/Lobbies_0_1.pdf pp. 81-89). Dietro c'è un'ideologia non liberale bensì neoliberale, come definita rigorosamente da Quinn Slobodian (Globalists, 2018, p.2: The core of twentieth-century neoliberal theorizing involves what they called the meta-economic or extra-economic conditions for safeguarding capitalism at the scale of the entire world. I show that ***the neoliberal project focused on designing institutions— not to liberate markets but to encase them, to inoculate capitalism against the threat of democracy,*** to create a framework to contain often-irrational human behavior, and to reorder the world after empire as a space of competing states in which borders fulfill a necessary function. Ne segue che quando la legislazione europea è liberaldemocratica e si sforza di garantire, invece che un sistema, diritti di persone, essa diventa una nemica. Il neo- fa la differenza: la libertà individuale, quando è comodo riconoscerla, ha solo un valore strumentale; se invece diviene una minaccia per l'ordine capitalistico, merita di essere spazzata via, anche con il contributo di un potere statale che può diventare, specie nel cosiddetto ordoliberalismo, anche molto invadente (purché asservito agli interessi giusti). A presto, MCP (*) Merita sempre rileggere questa vecchia intervista a Luciano Gallino: https://jacobinitalia.it/come-il-neoliberismo-arrivo-in-italia/