Caro Fiorello, cari
tutti,
Sono d’accordo: indubbiamente
1 milione di firme in 7 paesi rappresentano una consapevolezza diffusa.
Tuttavia, mi sembra giusto sottolineare che, in virtù del suo monopolio sull’iniziativa
legislativa, spetta alla Commissione decidere se accetare o no l’iniziativa
organizzata tramite l’ICE e successivamente definire il contenuto di un’evantuale
proposta legislativa.
Ad ogni modo,
benché la digressione sull'ICE sia interessante, credo che abbia deviato
leggermente l’attenzione dal mio punto inziale. Ovverosia: il Parlamento
europeo voterà martedi (ie tra due giorni) un progetto che é stato presentato
sei mesi fa e che a mio avviso é stato molto scarsamente dibattuto,
soptrattutto a livello nazionale.
Ora, sempre a mio
avviso, é molto pericoloso che - in un sistema in cui una super-amministrazione
(ie la Commissione) detiene il monopolio dell’iniziativa - una proposta che avrà
conseguenze notevoli sui diritti fondamentali di ogni cittadino sia discussa in
fretta e furia e non abbia alcuna risonanza a livello nazionale. Per questo
suggerivo in maniera provocatoria di darci una svegliata.
Delle due cose l’una.
(i) O i cittadini europei sono coscienti e d’accordo col fatto che il regolamento
proposto dalla Commissione permette di considerare potenzialmente ogni
applicazione come un “servizio specializzato” e di priorizzarlo (creando quindi
il famoso “champagne Internet” suggerito da Neelie Kroes) con potenziale
riduzione della qualità di tutti quei servizi/applicazioni che non hanno la
capacità finanziaria per pagare la priorizzazione (come chiaramente
sottolineato dal BEREC nel suo rapporto di novembre 2012). (ii) Oppure, i cittadini non
ne sono assolutamente coscienti, semplicemente perché non ne hanno mai sentito
perlare, vista la totale mancanza di un dibattito a livello nazionale.
A mio avviso, le due
ragioni principali che rendono estremamante difficile il dibattito a livello
nazionale sono l’incorrettezza/inesistenza delle traduzioni della proposta di
regolamento (e, soprattutto della versione emendata della proposta) ed il lasso
temporale estremamante ridotto nel quale il parlamento ha dovuto analizzare la
proposta.
Come ho detto
nella mia mail precedente, diversi MEP (capitanati da sobillatori svedesi, secondo le ultime notizie) hanno messo in evidenza l’incorrettezza
delle traduzioni della proposta iniziale
durante la riunione ITRE del 26 febbraio. A cio' si aggiunge il fatto che le traduzioni della
versione emendata non erano disponibili perché, per ragioni pratiche, gli
emendamenti di compromesso sono redatti solo in inglese. Sono d’accordo che l’adozione
di un unico working language sia una scelta pragmatica e non mi permetto di
fare obbiezioni. Ma trovo scandaloso che ci siano solo tre settimane tra
l’approvazione del progetto emendato ed il voto in Parlamento (ricordo che la
proposta emandata é stata approvata dal comitato ITRE il 18 marzo e sarà votata
il 2 aprile). Come é possibile che un cittadino europeo non anglofono (ovvero
la maggioranza) possa rendersi conto di cio’ che succede?
L’urgenza con cui
il progetto é stato presentato (che certi osservatori hanno considerato
sospetta) ha reso estremamente difficile il dibattito pubblico e
l’organizzazione della società civile (elementi sacrosanti in una democrazia).
A mio avviso, la
combinazione di scarsità di tempo ed impossibiltà di analizzare i testi
emendati si trasforma in un enorme impedimento al diritto fondamentale di
accesso agli atti dell’UE e si presta a degli abusi, poiché puo’ rivelarsi una
tecnica potenzialmente elitista e azzeccagarbugliesca per esclude la
maggioranza dei cittadini europei dal dibattito.
Ergo, la mia
scelta luterana di scrivere un articolo in italiano (cosa che non facevo da
quattro anni) é volta semplicemente a rendere (spero) comprensibile un argomento
complesso e permettere – a chi voglia farlo – di formarsi un’opinione liberamente
ed eventualmente transmettere la propria opinione a chi lo/la rappresenta a
Bruxelles (cosa, anche quest’ultima, sacrosanta in una democrazia).
Mi scuso per
avervi annoiato con le mie elucubrazioni infinite e per la eventuali eccessive semplificazioni
o mancanza di precisione nelle mail precedenti.
Buona serata a
tutti,
Luca
PS: i sobillatori
svedesi, gli anti-democratici norvegesi ed i comunisti apolidi che vogliano
saperne di più su cosa sia la neutralità della rete e cercare di farsi un’opinione,
possono dare un’occhiata inter alia a :
La
neutralità della rete : che cos’é e perché stiamo rischiando di perderla
The Value of Network Neutrality for the
Internet of Tomorrow
Report of the Dynamic Coalition on
Network Neutrality
Protecting
Human Rights through Network Neutrality: Furthering Internet Users’ Interest,
Modernising Human Rights and Safeguarding the Open Internet
Buona notte!
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Subject: R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Date: Fri, 28 Mar 2014 23:48:30 +0100
From: f.cortiana@provincia.milano.it
To: lucabelli@hotmail.it; andrea@digitalpolicy.it; nexa@server-nexa.polito.it
R: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Io,credo che un milione di firme di cittadini europei significhino una consapevolezza,e un dibattito diffusi.
Vale la pena di rischiare/ sfidare il giudizio della Commissione.
Del resto è probabile che se ne raccolgano molte di più, già in occasione della riproposizione da parte della,Commissione di una proposta di direttiva per la brevettabilità del software ne arrivarono ai MEP due milioni e il Parlamento respinse la proposta della Commissione a larga maggioranza.
Milioni di firme sono in fatto politico ineludibile
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces@server-nexa.polito.it per conto di Luca Belli
Inviato: ven 28/03/2014 20.06
A: Andrea Glorioso; nexa@server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Andrea,
Ti ringrazio per
la mail ricca di dettagli. Cerchero' di essere più conciso per compassione nei
confronti degli altri (eventuali) lettori ma soprattutto perché so che con l'appropinquarsi
della serata rischio di vedermela brutta con il temibile Capitan Europa.
Quando mi
riferivo ad atti "mancanti/incorretti", volevo sottoineare l'inesistenza della
traduzione degli emendamenti di compromesso e la non correttezza delle
traduzioni della proposta. Sicuramente tu disponi di informazioni più precise
delle mie per quanto concerne quali traduzioni fossero incorrette e quali no.
Guardando la trasmissione in streaming della (tumultuosa) sessione ITRE del 26
febbraio, avevo avuto l'impressione che il problema delle traduzioni fosse
sollevato da un nutrito gruppo di MEPs, ma probabilmente si trattava di una
congiura capeggiata da sobillatori svedesi mugugnanti.
Reitero che l'incorrettezza
delle traduzioni originali e l'impossibilità di consultare le proposte emendate
non mi sembrano facilitare il dibattito pubblico. E' un opinione personale, non
un giudizio ingeneroso.
Per quanto
riguarda le ICE, credo che tu abbia dimenticato di sottolineare che una volta
raggiunto un milione di firme in 7 Membri (traguardo non particolarmente
semplice) la commissione non é tenuta a proporre alcun atto legislativo. In particolare:
-
La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che
intende proporre
-
La
Commissione non ha l'obbligo di proporre un atto legislativo a seguito di
un'iniziativa.
Quando ho
organizzato il Multi-Stakeholder Dialogue on Network Neutrality and Human
Rights per il Consiglio d'Europa ho chiesto a diversi attivisti perché non
avessero proposto un'ICE su net neutraliy. La risposta é stata che era uno
sforzo inutile proprio perché qualora si riesca a raccogliere le firme
necessarie non c'é nessuna certezza che la proposta superi il filtro della
commissione.
Per quanto
riguarda la confusione tra aprile e novembre 2009, chiedo venia per la mancanza
di precisione ma non credo sia un dato particolarmente rilevante.
Cio' che mi
lascia esterefatto é che si pretenda che un progetto che ha richiesto almeno
due anni per essere elaborato da esperti possa essere discusso da dei non-esperti (MEP)
in 7 mesi senza che ci sia un dibattito pubblico (capace di implicare la
societa civile magari anche a livello nazionale) su questioni che incidono sui diritti fondamentali dei
cittadini europei.
Il BEREC, che tu
ben citi, ha descritto le varie pratiche discriminatorie di gestione del traffico
internet nel suo rapporto del maggio 2012. Da quel momento non c'é stato più
bisogno di dibattito pubblico per sapere che esistono tali pratiche. Si sapeva
che ci sono e sono estremamante diffuse e bisognava proporre delle soluzioni
urgentemente.
Il dibattito
pubblico é essenziale per discutere le soluzioni proposte dalla commissione per
arginare/evitare tali pratiche disciminatorie ed a mio avviso, un tale
dibattito non c'é stato e, soprattutto, non é stato per nulla incoraggiato
dalla tempistica adottata nel presentare la proposta né dall'impossibilità di accedere
ai testi degli emendamenti.
Ad ogni modo, la mia intenzione era stimolare il dibattito al di fuori dei diretti interessati ma alla fine ci siamo ritrovati a parlarne io e te... E' sempre un piacere parlare con te ma spero che anche qualcun'altro si interessi alla questione: il Parlamento europeo vota martedi.
I miei omaggi ai
fabbricanti e al capitano e buon week end a tutti gli altri.
Luca
Luca Belli
PhD Candidate in Public Law
CERSA, Université Panthéon-Assas, Paris 2
Dynamic Coalition on Network Neutrality
Date: Fri, 28 Mar 2014 17:31:33 +0100
From: andrea@digitalpolicy.it
To: lb@lucabelli.net
CC: nexa@server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
Cari tutti,
Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
> Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3) mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari *nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità, non un obbligo).
A presto,
Andrea
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