In data mercoledì 18 febbraio 2015 14:20:57, Guido d'Ipp ha scritto:
Non difendo l'anacronistica usanza della copia di cortesia, Se la copia di cortesia fosse esattamente quel che dice il suo nome (di "cortesia") non ci sarebbe problema. Il Giudice chiede: "avvocato, mi fa la cortesia?" e l'avvocato, con piacere, da corso a quanto richiesto.
Il problema è quando la copia di "cortesia" diventa un "impegno di default" previsto in un protocollo d'intesa sottoscritto tra Tribunale e Ordine degli Avvocati locale (magari ignoto all'avvocato disattento) e qualche giudice, forzando le regole, interpreta questo "impegno" come obbligo sanzionabile. Se c'è in lista qualcuno che può riportare questa informazione a chi possa farne buon uso ed intervenire, suggerisco ai colleghi Meneghini di domandare una modifica del protocollo Milanese e di adottare una formulazione simile a quella adottata nel Protocollo Torinese dove, tra l'altro, si legge: "..i difensori provvederanno a consegnare al magistrato *che ne faccia richiesta* una copia di cortesia degli atti e documenti depositati telematicamente.." http://www.ordineavvocatitorino.it/sites/default/files/documents/News/PROTOC... Dite anche ai Colleghi Milanesi che possono copiare tranquillamente: i contenuti del sito dell'ordine di Torino sono sotto CC A-SA (vedi footer qui http://www.ordineavvocatitorino.it/ordine/protocolli) :-) m.c.