Ciao, scusate se parto da lontano, ma mi ha abbastanza stupito come gli argomenti siano partiti /in media res/. L'approccio con cui mi trovo più d'accordo è quello di Marco Ciurcina. L'argomento non è nuovo e troverete che molti dei punti che sollevate sono già stati esposti e discussi in passato. Per esempio, in "Godel, Escher, Bach"[1] di Hoftstader (1979) ci si pone il problema dei computer creativi. Li non si parla specificatamente di diritto d'autore ma semplicemente di "autore" nel senso morale del termine. In quel contesto ci si chiedeva "Se si scrive un algoritmo che compone delle musica chi è l'autore delle canzoni originali (ossia diverse da quelle già esistenti) che dovessero essere composte dal computer?". Chi è il compositore? Si riportava anche un episodio avvenuto realmente negli anni '60 di un programma scritto per ricavare automaticamente teoremi a partire da una lista di assiomi che aveva prodotto una dimostrazione di un teorema sui triangoli isosceli (anche noto come "Pons asinorum") che era diversa da quella comunemente nota e sembrava originale. Dico sembrava per due motivi (1) l'autore del programma effettivamente la trovò ingegnosa e inaspettata (2) si scoprì poi che la stessa dimostrazione appariva in uno scritto di Pappo di Alessandria del 320 A.C.[2]. Ora, questi sono casi banali (e la complessità dei programmi scritti negli anni sessanta era inferiore a quella di molti algoritmi usati oggi), ma già sufficienti per mettere in crisi svariate idee: per esempio il fatto che il fatto che un algoritmo sia deterministico equivalga a dire che sia completamente prevedibile. Non è così, come mostra l'episodio del pons asinorum. In aggiunta, esistono algoritmi più complessi (come per esempio le reti neurali) che producono risultati che non possono essere spiegati efficacemente - se non dicendo che "l'algoritmo ha individuato le correlazioni tra i diversi dati e produce una risposta in base ad un modello che ha ricavato da un insieme di dati di training". Quello che voglio dire è che né un autore è in grado di: (a) prevedere esattamente quale sarà la risposta di un sistema ad un input non osservato in precedenza (senza sostanzialmente fare lo stesso calcolo che farebbe il sistema) (b) spiegare esattamente come le operazioni fatte dall'algoritmo siano collegato a certe caratteristiche dei dati. Si noti per altro, che qui la non prevedibilità non è nemmeno da attribuire ad elementi di casualità presenti negli algortimi stessi (cioè, per esempio, il fatto che ad un certo punto nell'algoritmo viene generato un numero casuale), ma non mi dilungo sul punto per non divagare troppo. In un certo senso questo è il caso opposto della "Biblioteca di babele" che cita Marco, in quel caso abbiamo una procedura completamente meccanica e semplice da capire e per questo il copyright è ancora vivo e vegeto seppure chiunque abbia un computer può potenzialmente produrre letteralmente ogni testo possibile immaginabile che sia mai stato scritto o che sarà mai scritto in futuro (compreso quello che state leggendo ora). Tuttavia nessuno cred osi sentirebbe a proprio agio nel dire che quello costituisce una /prior art/ valida che renda non valido il copyright (o un brevetto, per dire). In questo senso la cosa interessante è che se da un lato sicuramente non esistono (ancora) programmi dotati di coscienza propria (e forse mai per alcune definizioni di coscienza) e che i programmi di cui sopra non lo erano sicuramente, sappiamo anche che il risultato non è ascrivibile alla coscenza del programmatore. D'altro canto abbiamo risultati complessi ed originali (nel senso di nuovi, diversi dai precedenti, imprevedibili) e che non sono stati ottenuti meccanicamente per cui va un po' in crisi quello che sostiene Giancarlo ossia che "la coscenza è requisito dell'originalità" (filosoficamente metterei sul piatto anche la Serendipità, ma non voglio divagare nemmeno qui). L'altra faccia di questa stessa medaglia è la responsabilità penale legata ai sistemi robotici, in questi ultimi mesi la stampa americana[3a][3b][3c][3d][3e] ha dato molto risalto delle implicazini legali legate alla possibile diffusione a breve delle auto a guida autonoma (anche note come self-driving car, driverless cars, robot cars e simili). In particolare si discute del cosidetto "Trolley problem"[4] ovvero "di chi è la colpa di un investimento causato da un auto a guida autonoma quando si trova in una situazione 'no win' ovvero quando anche il caso migliore comporta per esempio che almeno una persona rimanga uccisa?". La questione non è solo filosofia dato che pare esserci consenso[5a][5b][5c] sul fatto che entro il 2020 la tecnologia delle auto a guida autonoma sarà tale da fare fronte a qualsiasi situazione possibile. Già oggi ci sono svariati esperimenti anche su strada(ancora [3c]). Credo che sia un buon momento storico per essere giuristi, avvocati e filosofi (certo, a meno di non voler dire "facciamo finta che queste cose non esistano" e/o "vietiamo tutto"). Scusate il lunghissimo post, ma è un argomento che mi interessa molto, e c'è ancora molto da dire. (Per esempio c'è la discussione su robot e morale (un robot può essere un agente morale?[6], oppure come fare a gestire il fatto che una tecnologia come quella delle auto a guida autonoma può potenzialmene rendere disoccupati milioni di persone nei prossimi 10 anni?[7]). Ciao, Cristian [1] https://it.wikipedia.org/wiki/G%C3%B6del,_Escher,_Bach:_un%27eterna_ghirland... [2] http://thatsmaths.com/2012/12/27/pons-asinorum/ [3a] https://medium.com/backchannel/reinventing-the-trolley-problem-85f3d1730756 [3b] http://www.forbes.com/sites/timworstall/2014/06/18/when-should-your-driverle... [3c] https://www.yahoo.com/tech/your-next-car-may-be-programmed-to-kill-you-and-9... [3d] http://www.wired.com/2014/05/the-robot-car-of-tomorrow-might-just-be-program... [3e] http://www.wired.com/2014/09/set-the-ethics-robot-car/ [4] http://www.owen.org/blog/7308 [5a] http://www.wsj.com/articles/tesla-ceo-sees-fully-autonomous-car-ready-in-fiv... [5b] http://www.theverge.com/2014/10/2/6894875/elon-musk-says-next-years-tesla-ca... [5c] http://techcrunch.com/2015/01/18/autonomous-cars-are-closer-than-you-think/ [6] http://www.i-r-i-e.net/inhalt/006/006_Sullins.pdf [7] http://zackkanter.com/2015/01/23/how-ubers-autonomous-cars-will-destroy-10-m...