On 4/11/12 2:58 PM, Daria Santucci wrote:
Buongiorno a tutte/i e grazie come sempre per gli interessanti spunti di riflessione e dibattito.
Se posso esprimere il mio parere, l'articolo di Luna non mi stupisce più di tanto. Il sensazionalismo con cui fanno i conti i titolisti - parole chiave necessarie a incrementare vendite e click (sesso, morte, droga) - non è qui più evidente che in altri contesti. Non mi sembra che Internet sia danneggiato più di altri temi, trattati con simile approccio retorico.
Ed è qui che dobbiamo riflettere, cioè sui danni. L'avvocato Francesco Micozzi (http://www.micozzi.it/) diceva che ci sono già dei casi (in corso) in cui si adducono elementi indiziali/aggravanti per persone che avevano installato Tor, proprio rifacendosi ad altri articoli giornalistici di questo tipo. Cioè, grazie ad uscite sensazionaliste su temi di questo genere, è facile demonizzare Tor, l'anonimato, i suoi scopi. Questo porta al fatto che "per la gente comune" (vedi anche magistrati e giudici) Tor è uno strumento usato per sesso, morte e droga. E' proprio questi preconcetti che bisogna combattere, la diffusione di ignoranza che criminalizza strumenti di libertà. ...sopratutto quando poi si promuovono sacrosante battaglie per la libertà della rete. Dovremmo scrivere un "Journalist Ethics when writing about anonymity and crypto" così magari ci potrà essere un punto di riferimento per quando si scrive di queste cose onde evitare di *fare danni*. Il giornalista consapevole potrà dire all'editore di autorizzare la pubblicazione purchè sia nel rispetto di best practice etiche, titolo e sotto-titolo incluso (che sono il grosso di ciò che uno legge). Fabio