Un'altro appunto che, fra un errore di grammatica e l'altro, ho dimenticato ieri sera. Chi, trattando di IA, si parla (impropriamente) di bias spesso fa molta attenzione a NON rivolgere lo sguardo su se stesso.
Three pillars underpin the Commission’s vision: (i) increasing public and private investments in AI to boost its uptake, (ii) preparing for socio-economic changes, and (iii) ensuring an appropriate ethical and legal framework to strengthen European values.
Come si fa a trattare in modo oggettivo una tecnologia e a valutarne gli utilizzi appropriati se si assume di doverne massimizzare l'adozione della stessa? A parità di tasse, aumentare gli investimenti pubblici da una parte vuol dire sottrarre quelle risorse altrove, e non è affatto detto che l'adozione della IA sia una priorità anche rispetto ad altre questioni tecnologiche. (e sì, sto pensando alla scuola ed ai forti investimenti necessari per creare una generazione capace di trattare questi temi con solide basi senza farsi manipolare da chi ha maggiori competenze, straordinari interessi in gioco e nessuno scrupolo) Non è un problema esclusivo della Commissione Europea, ma questo bias non ha niente di scientifico. Purtroppo fa apparire come luddista retrogrado chiunque osi richiamare alla calma, alla lucidità e ultimamente al buon senso. Giacomo