Scusa Andrea--
non vorrei insistere, ma la frase di Morozov è chiarissima *quelli che usano gli strumenti anticensura sono probabilmente persone impegnate in attività sovversive" e non c'è niente da interpretare. Poi, come ha chiarito molto bene David Talbot in Tech Rev versione italiana cartacea, ci sono paesi come la Cina dove la percezione della censura è più sfumata, ma c'è, dove, come in Cina, è possibile sfuggire alla censura e dove le autorità sono consapevoli della difficoltà di conciliare la censura con la crescita economica. La situazione in questi paesi è complessa: internet censurata non significa internet morta o inaccessibile. Ma peggio di tutti è il cosiddetto Peking Consensus che indica l'origine di una forma dicensura che si esprime a livello tecnologico con filtri informatici –ip filtering, deep packet inspection, firewall e proxy bloccati – e azioni come l'incoraggiamento alla delazione, le perquisizioni e i sequestri di computer non autorizzati dalla magistratura che se non portano all'arresto hanno comunque l'effetto di indurre conformismo eautocensura nella popolazione.
Chiaramente il problema non è solo cinese. Basta guardarsi intorno da noi in italia. E poi vai a dire a un blogger iraniano, egiziano, cubano che la censura nei loro paesi è un problema di percezione. Ti ridono in faccia. E' vero come dice l'articolo citato da JC che: a) per superare la censura si usano mezzi diversi e più semplici di quelli costruiti appositamente per aggirarla; b) che è assai difficile misurare l'uso di questi strumenti, per definizione di uso "clandestino".
cheers
**********************
I nemici della rete
di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà
Formato: Tascabile
Pagine: 285
Lingua: Italiano
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Anno di pubblicazione 2010
Codice EAN: 9788817042758
Generi: Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio & TV, Politica
e società, Giornalismo e Editoria
http://bit.ly/bkn1Yf
Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>
Sent by: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
21/10/2010 10:54 ZE2
To nexa@server-nexa.polito.it
cc
bcc A Dicorinto/Dip-Psi/Dipartimenti/Didattica/Ateneo/Uniroma1/it
Subject Re: [nexa] Tech Review: "Censorship Circumvention Tools Aren'tWidely Used"
Arturo,
grazie per la reazione. Io ho interpretato quel passaggio nel senso che
le persone che usano questo genere di strumenti sono persone
*considerate* come sovversive o che si considerano tali. Oltretutto,
la definizione di "sovversivo" e` piu` o meno ampia a seconda del
paese in cui ci si trova.
La maggior parte dei cittadini di paesi in cui la liberta` di espressione
e` compressa, probabilmente non percepiscono cio` come un
problema - o perche` non se ne rendono proprio conto, o perche`
se ne rendono conto ma lo ritengono un compromesso accettabile
a fronte di altri benefici, reali o immaginari - e dunque non usano
strumenti tecnologici come quelli discussi nel rapporto.
Personalmente credo che questo sia un nodo cruciale da affrontare,
dato che spesso, per mia esperienza, chi vuole "esportare
democrazia" (per i migliori motivi di questo mondo e ricorrendo
a strumenti un po' piu` selettivi delle bombe) lo fa partendo da
presupposti culturali e sociali non sempre allineati con la realta`
dei fatti. Il che fa sentire molto meglio chi esporta, ma non aiuta
granche` chi riceve.
Ciao,
Andrea
On Thu, Oct 21, 2010 at 10:37 AM, <a.dicorinto@uniroma1.it> wrote:
> Andrea--
>
> Il problema sta nella parte finale della sua dichiarazione dove postula
> un'equivalenza che non ha certo valore generale.
>
>>Those using
>> censorship-circumvention tools are probably people engaged in subversive
>> behavior, he says,
>
> PS: http://en.wikipedia.org/wiki/Subversive
>
>
>
>
>
>
>
> **********************
> I nemici della rete
> di Arturo Di Corinto e Alessandro Gilioli. Prefazione Stefano Rodotà
>
> Formato: Tascabile
> Pagine: 285
> Lingua: Italiano
> Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
> Anno di pubblicazione 2010
> Codice EAN: 9788817042758
> Generi: Informatica, Internet e Web, Musica e spettacolo, radio & TV,
> Politica
> e società, Giornalismo e Editoria
>
> http://bit.ly/bkn1Yf
>
>
> Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it>
> Sent by: nexa-bounces@server-nexa.polito.it
> 20/10/2010 19:50 ZE2
>
> To nexa@server-nexa.polito.it
> cc
> bcc A Dicorinto/Dip-Psi/Dipartimenti/Didattica/Ateneo/Uniroma1/it
> Subject Re: [nexa] Tech Review: "Censorship Circumvention Tools
> Aren'tWidely Used"
>
>
> On 10/20/2010 5:09 PM, a.dicorinto@uniroma1.it wrote:
>> Grazie per la segnalazione, JC--
>> nell'articolo ho letto che Morozov ne ha sparata un'altra delle sue:
>>
>> "But Evgeny Morozov, a visiting scholar in the program on liberation
>> technology at Stanford University, points out that such tools are not
>> likely to get much wider use, even with more exposure. Even in places
>> like Iran and China, he says, people can access most of the
>> entertainment they want online without resorting to sophisticated tools.
>> "Nothing is irreplaceable online," Morozov says, pointing to the success
>> of the Chinese YouTube alternative Youku. Those using
>> censorship-circumvention tools are probably people engaged in subversive
>> behavior, he says, and are by definition a small percentage of the
>> population."
>
> Qual è il problema nell'affermazione di Morozov?
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa@server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa