On 17/03/21 09:29, Antonio Iacono wrote:
ma il punto decisivo (almeno per me) è se le dinamiche online sono sostanzialmente diverse da quelle offline: i filtri, le bolle, ecc. sono infatti sempre esistite.
verrebbe da rispondere come Edgar Morin nella sua "Introduzione al pensiero complesso": "Abbiamo tutti una tendenza inconsapevole ad allontanare dalla nostra mente ciò che si prepara a contraddirla, in politica come in filosofia. Avremo un’attenzione selettiva verso ciò che favorisce le nostre idee e una disattenzione selettiva verso ciò che le sfavorisce."
Dissento da questa affermazione di Edgar Morin. Non nego che la tendenza esista. Essa, ad esempio, è indissolubilmente legata all'essenza infantile e narcisista dell'intellettuale. Esiste però anche una fase successiva alla metabolizzazione del contradditorio, che conduce necessariamente a un cambiamento personale o di posizione, più o meno marcato, e che può indurre al desiderio di sperimentarla di nuovo. Il problema è che le "bolle" diminuiscono l'opportunità di confronto e creano, questo sì, un paradiso di serenità privo di conflitti, che finisce per sterilizzare la creatività. "Cristallizzazione" è una parola che ho trovato molto pertinente in questo dibattito. L'afasia mi spaventa di più della polarizzazione. My 2 cents, D.