-------- Original Message --------
all'inizio di questa storia di ETNO scrivevo una cosa simile:
http://is.gd/VySzR0
"io ho fatto solo un anno di economia e forse scrivo brutalità.. mio
papà mi aveva insegnato che se con gli incassi non riesco a ripagare i
costi, o aumento i prezzi o diminuisco i costi o cerco altri prodotti da
vendere con margini più alti."
c'e' solo un dettaglio per cui corre una precisazione:
non tutti gli operatori sono uguali. ci sono gli incumbent e gli altnet
che dagli incumbent prendono la materia prima a costi regolamentati e
uguali per tutti.
sulle attivita' "sopra" la materia prima regolamentata sono tutti circa
parimenti efficienti. questa e' la ragione per cui i prezzi al dettaglio
sono molto simili.
i prezzi regolamentati della materia prima all'ingrosso non sono
sufficienti per l'incumbent ?
non e' solo questione di inefficienza nella parte regolamentata in
monopolio (che pure c'e'). c'e' la necessita' di pagare debiti e
remunerare azionisti.
non dimentichiamo che a questo workshop di incumbent
http://is.gd/zoNnpX
11 amministratori delegati europei hanno distribuito nel corso del 2011
(il 2012 non si e' ancora completato) oltre 20 miliardi di euro di
dividendi.
in realta' le tariffe regolamentate tengono conto anche della
remunerazione del capitale investito, partendo dai conti di una rete
realizzata ex novo da un oepratore medio efficiente.
per altri paesi e' diverso. in alcuni ci sono le CATV che fanno
concorrenza, in altri le avventure dei loro operatori all'estero, in
altri una quantita' di personale abnorme per ragioni diverse..
in italia il problema sta, perlopiu', nel ripagamento dei debiti (dal
punto di vista di cassa) e nel recupero degli ammortamenti gonfiati
(sono un fatto puramente contabile, ma devono essere smaltiti nel conto
economico, e quindi ho bisogno di piu' margini per poter generare
comunque utili a livello di bottom line)
vale la pena guardare queste tabelline
http://screencast.com/t/slI9m62kG3Bi in 7 anni, dopo la privatizzazione,
le immobilizzazioni immateriali sono aumentate di 48Bn Euro.
Le cose che hanno inciso di piu' sono state
21Bn derivanti da fusione Olivetti-Telecom (operazione in cui i debiti
di Olivetti, contratti per finanziare la scalata, si sono sommati a
quelli di Telecom)
18Bn derivanti dalla fusione Telecom/TIM (che nel 1995 era stata
scorporata e quotata in borsa, di cui telecom possedeva la meta')
6,5Bn derivanti dall'acquisizione di SEAT pagine gialle
http://screencast.com/t/9GBmSytxmDfI
e sul fronte debiti contratti per sostenere quelle (ed altre) iniziative
l'andamento fu questo http://screencast.com/t/PHi5bNSA
in a nutshell, si puo dire che per dieci anni TI non e' stato
esattamente un operatore medio efficiente..
nel periodo successivo si e' dovuto (e si deve) smaltire questi chili di
troppo. i margini provenienti da brasile e argentina hanno aiutato, ma
di recente in argentina la Kirchner ha imposto investimenti in patria
piuttosto che esportazione di dividendi.
non una buona notizia per gli sviluppi qui da noi..
non tanto per debiti e conto economico; il flusso di cassa e' molto
cospicuo, quanto per nuovi investimenti.
imho occorre rimettere mano al funzionamento del mercato per poter
aumentare i prezzi a fronte di investimento in NGAN. lo chiamavo "one
network", e mo' pare che possa accadere...
ciao, s.
Il 12/10/2012 03:15, Giuseppe Attardi ha scritto:
> Rileggere il bel post di Jeff Huston già qui segnalato
> (http://www.potaroo.net/ispcol/2012-07/carriagevcontent.html) mi ha
> suggerito la seguente riflessione.
>
> ETNO ritiene che le attuali tariffe siono troppo basse per sostenere i
> costi del servizio di trasporto.
> In un'economia di mercato, se i prezzi non coprono i costi, o li si
> aumenta o si chiude l'attività.
> Gli operatori di ETNO non vogliono giustamente chiudere ma ritengono di
> non potere aumentare le tariffe.
> Perché? Perché se lo facessero perderebbero quote di mercato.
> Perché? Perché ci sono operatori più moderni ed efficienti che sono in
> grado di operare a costi inferiori.
> Quindi occorrerebbe un accordo tra tutti gli operatori per aumentare
> tutti insieme i prezzi.
> Ma questa sarebbe un'operazione di cartello vietata dalle norme sulla
> concorrenza e gli operatori sarebbero esposti al rischio di multe
> pesantissime: dalla padella nella brace.
>
> Per questo ETNO si rivolge ai governi attraverso ITU per fare sì che
> siano loro a stabilire norme di tariffazione più vantaggiose.
> Questa però risulta essere una manovra di cartello mascherata e pertanto
> altrettanto illegittima, a cui i governi non si dovrebbero prestare.
>
> BTW, che in Italia ci sia di fatto un cartello sui prezzi lo dimostra il
> fatto che le tariffe ADSL sono praticamente identiche per tutti gli
> operatori e che tutti fanno le stesse offerte di tariffe scontate, tutte
> identiche, con durata limitata nel tempo (spesso non chiaramente
> indicata e anche questo potrebbe essere argomento di indagine per
> l'Agenzia sulla Conconrrenza).
> Immagino che molti di voi come me ricevano telefonate quasi quotidiane
> di operatori che offrono il passaggio a loro a tariffa dimezzata: mai
> l'operatore dice che la durata è solo di 6 o 12 mesi. Quando glielo
> chiedo e chiedo che succede dopo, nel loro completo imbarazzo dicono che
> a quel tempo ci potrebbe essere un rinnovo dell'offerta.
> Se obietto che se fosse così potrebbero offrirmi subito la tariffa per
> durata illimitata, balbettano imbarazzati.
>
> Poiché non potrò essere il 18 a Torino, spero che qualcuno voglia
> raccogliere e riportare queste mie considerazioni.
>
> -- Beppe
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