Salve Maurizio, non mi è chiaro se la tua sia una critica all'articolo o a Springer che l'ha pubblicato. On November 5, 2022 11:35:14 AM UTC, maurizio lana <maurizio.lana@uniupo.it> wrote:
voglio conoscere qualcosa del posizionamento degli autori (YaffaShir-Raz, Elisha Ety , Brian Martin, Natti Ronel, e Josh Guetzkow) andando a vedere che cosa scrivono.
La tua ricerca è molto interessante in effetti. Però posso farti notare che non si tratta di un' analisi delle fonti? È una analisi degli orientamenti politici e culturali degli autori. Una analisi assolutamente legittima ma che mi apetterei per un articolo di opinione non per un articolo pubblicato su una rivista scientifica, che dovrebbe sottoporlo a peer-review. (correggimi se sbaglio eh... non conosco queste dinamiche) Ora, è ben vero che The Tragedy of the Commons fu pubblicato da Science nel 1968. Si tratta di una "analisi" fatta di congetture, opinioni ed aneddoti non falsificabili ma ancora oggi viene menzionata come se fosse scienza acquisita invece che mera propaganda anticomunista. Dunque il fatto che la scienza venga usata per scopi propagandistici non mi sorprende. Tuttavia non mi è chiara la metodologia della tua critica. Hardin era uno zoologo ed un microbiologo. All'epoca della pubblicazione su Science di quel pezzo, insegnava da anni all'Università della California. Era insomma "credibile" e "autorevole" per gli standard dell'epoca. Questi autori sono no-vax. Ritieni che mentano? Che abbiano decontestualizzato alcuni fatti per sostenere una tesi? Che i passaggi logici dell'aricolo siano errati? Oppure ritieni il fatto che siano no-vax (ammesso che lo siano) sufficiente a rendere ciò che scrivono non meritevole nemmeno di essere confutato? (men che meno pubblicato e diffuso) Ritieni che gli episodi denunciati dall'articolo non siano avvenuti, che siano stati esagerati o che fossero giustificati? E perché? Giacomo