Eleonora ed Alberto sono due ricercatori, che, come tanti altri, sono forse dovuti andare via dall’Italia per vedere affermata la loro professionalità.

Eleonora è ricercatrice al Center for Intellectual property ad information law di Cambridge nel Regno Unito, Alberto esercita la propria attività a Londra.

Entrambi sono giovani, ed entrambi sono ricercatori per cosi dire “pro-copyright”, quindi nessuno può “tacciarli” di estremismo da eccesso di diritti civili o altro.

Perché parlo di loro?

Perché sono oggi, per qualche ore forse, il simbolo di un Italia diversa.

Un’Italia che lavora ogni giorno anche se al di là dei confini, e che proprio per questo forse non è imbevuta dell’opportunismo, della paura di che attanaglia i nostri giovani davanti ad un potereche sembra insormontabile.

Un potere che spesso è gravido di conflitti di interesse e  di convenienza spacciata per necessità.

Succede che ieri, nel più assoluto silenzio del mainstream tradizionale, e dopo un dibattito durato molti mesi, il presidente dell’Agcom, Cardani, vada in audizione davanti alle Camere per spiegare il Commenti (8).

Tra le altre cose Cardani cita una lettera della Commissione europea che si sarebbe congratulata con Agcom.

Nessuno però vede questa lettera, cosi come nessuno ha potuto vedere i pareri dei giuristi che avrebbero legittimato l’Autorità nella sua azione regolatoria.

Il Presidente della Commissione cultura Giancarlo Galan di Forza Italia al termine dell’Audizione, nonostante la richiesta di molti deputati di tutti gli schieramenti, nega gli interventi per ragioni di tempo, rimandando ad un futuro dibattito, che però non fissa, una discussione fondamentale per la libertà della rete in Italia.

 

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