Cari tutti,

dando seguito alla mia brevissima analisi dell'articolo sulle pratiche più o meno automatizzate, ma sicuramente non pro-sindacali :), di Amazon (tra altre aziende) vorrei segnalare che l'ETUC (European Trade Union Confederation) ha da poco pubblicato un'analisi condotta dai Prof. Countouris (University College London) e De Stefano (Katholieke Universiteit Leuven) su "nuove strategi sindacali per nuove forme di lavoro" (che non sono solo "digitali", ma che dal "digitale" sono senz'altro accelerate).

Ovviamente la prospettiva di ETUC non è neutrale, ma in genere la ricerche da loro commissionate sono piuttosto ben fatte.

Il rapporto completo è disponibile qui: https://www.etuc.org/en/publication/new-trade-union-strategies-new-forms-employment. Qui sotto riproduco la lettera introduttiva con cui ETUC ha distribuito il rapporto ai suoi membri:

Brussels, 8th April 2019

Dear colleagues,

The ETUC is pleased to send you its new report, ‘New trade union strategies for new forms of employment’, which you will find enclosed.

The survey was commissioned by the ETUC and carried out by Professors Countouris and De Stefano to explore options for new legal conceptual frameworks implied by the rise of ‘new forms of employment’, and in particular from the growth of forms of work that fall outside traditional labour and social security protections.

The research has generated original data in the form of national reports from Austria, Belgium, France, Italy, Sweden, Spain, Germany and the UK. We therefore would like to thank those unions and national legal experts who provided feedback and material to the authors.

Starting with the question “who is a worker?”, the report identifies similarities and differences between the countries covered by the survey. In a following part, after a comparative perspective on the various legal status of self-employed workers, the researchers test national laws against various labour scenarios. The findings show that the self-employed category is increasingly populated by a heterogeneous group of workers with a weak position in the labour market which prevents them from having a strong organisational autonomy or independence in the marketplace.

The report also tackles the collective labour rights of self-employed workers as well as legal obstacles to collective bargaining due to restrictive interpretation of antitrust law. 

In a final part it examines the various proposals and debates on this issue at national and EU level and as a conclusion it puts forward a proposal for a new “personal work relation” to be potentially supported by unions. This proposal defines the personal scope of application of labour law (broadly understood as including individual and collective labour law - therefore encompassing the right to organise and bargain collectively - but also employment equality law) as applicable to any person that is engaged by another to provide labour, unless that person is genuinely operating a business on her or his own account. 

This extensive report will provide you with a useful insight and a comparative perspective on the situation of self-employed workers across Europe. This is even more important in view of the upcoming European elections, where the protection of all workers regardless of their status should be put at the centre of policy making.

The flyer and the report are available at the ETUC and online. Please let us know if you wish to receive paper copies. 

Best regards,

Thiébaut Weber
ETUC Confederal Secretary




On Sun, Apr 28, 2019 at 11:39 AM Andrea Glorioso <andrea@digitalpolicy.it> wrote:
Caro Juan Carlos,

grazie per aver condiviso questo articolo. 

Mi sono letto l'articolo originario di The Verge (https://www.theverge.com/2019/4/25/18516004/amazon-warehouse-fulfillment-centers-productivity-firing-terminations) e anche la lettera inviata dall'avvocato di Amazon alla National Labor Relations Board (https://cdn.vox-cdn.com/uploads/chorus_asset/file/16190209/amazon_terminations_documents.pdf) e vorrei suggerire che sia l'articolo del MIT Technology Review che di The Verge abbiano "mancato il bersaglio".

Mi pare infatti che il problema centrale non sia di per sè il controllo tramite meccanismi più o meno automatici dei tempi di lavoro. Si tratta senz'altro di una questione importante, ma non è certo un fenomeno nuovo. Per altro vorrei segnalare che almeno due grandi confederazioni sindacali europee (ETUC e IndustriALL) hanno in più occasioni sostenuto che il problema non sia la misurazione delle attività sul posto di lavoro in sé (poiché tali misurazioni spesso possono anche portare all'identificazione per esempio di "colli di bottiglia" dannosi per i lavoratori stessi e/o fornire dati utili a negoziare con il datore di lavoro su un piano di parità) quanto la definizione condivisa, con la partecipazione dei lavoratori, di cosa si debba misurare e come, nonché di chi abbia accesso e possa legalmente usare i dati risultanti. Di nuovo, questioni non particolarmente nuove.

Mi pare anche che l'articolo accentui troppo, credo per una questione di visibilità mediatica, il supposto "licenziamento automatico" dei lavoratori. In realtà, ad una lettura più attenta, si legge che ciò che vengono generate automaticamente sono delle "termination notices" che devono comunque passare per una serie di controlli "manuali" da parte dei supervisori. E poi, da un punto di vista legale, è comunque il rappresentante legale di Amazon e/o dei suoi fornitori a firmare l'eventuale lettera di licenziamento e a prendersene la responsabilità. Sicuramente la maggiore automazione delle analisi sottostante ad una decisione del caso è un problema importante, ma non credo sia così centrale come l'articolo pare suggerire. 

Ciò che secondo me emerge in maniera prepotente dalla lettura dei documenti del caso è l'assoluta assenza di un'azione a livello collettivo (sindacale o meno) da parte dei lavoratori coinvolti nella vertenza, nonché l'assunto (da parte dei legali di Amazon, beninteso) che le lamentele e/o obiezioni da parte del singolo lavoratore, anche in presenza di obiezioni equivalenti da parte di altri lavoratori, non possano costituire una "attività concertata protetta" ("concerted protected activity"). In altri termini Amazon, certamente non da sola nel panorama industriale statunitense (e non solo) alza significativamente l'asticella e rende molto più difficile l'azione collettiva e sindacale. 

Accettare un approccio di questo tipo sarebbe estremamente problematico non solo per le realtà lavorative "tradizionali", come i centri di smistaggio di Amazon tutto sommato sono, ma ancor più per moltissimi lavoratori che usano le cosiddette "online labour platform" e che sono spesso non solo monitorati più intensamente e in modo meno trasparente degli impacchettatori di Amazon, ma che soffrono anche di un isolamento fisico e comunicativo rispetto agli altri lavoratori in simili condizioni, isolamento che tali piattaforme sono spesso volutamente progettate per acuire. E' la vecchia tattica del "divide et impera".

I sindacati (italiani e non) hanno delle enormi responsabilità nel non aver voluto comprendere, soprattutto negli anni '90 / primi anni 2000, i cambiamenti strutturali dei mercati del lavoro causati (anche) dalla digitalizazione, e per aver di fatto ignorato una forza lavoro emergente che non rientrava nei classici schemi industriali. Detto questo, molti sindacati europei - e non solo, ma non conosco bene la situazione nel resto del mondo - si stanno attivando per essere più presenti anche in realtà a loro aliene (e viceversa). Un'analisi interessante, tra le altre, la si trova in questo articolo dell'Organizzazione Internationale del Lavoro: https://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---ed_protect/---protrav/---travail/documents/publication/wcms_624286.pdf

In sintesi, a me pare che la vera questione strategica qui non sia il controllo dei tempi di lavoro, o la supposta automatizzazione dei licenziamenti, quanto l'esistenza (o meno) e la natura dell'organizzazione collettiva dei lavoratori e dei risultanti rapporti di forza con i datori di lavoro. Per altro, avere una rappresentanza sindacale bene organizzata è spesso un vantaggio anche per il datore di lavoro stesso, almeno sul medio periodo.

A presto,

Andrea 

On Fri, Apr 26, 2019 at 2:43 PM J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it> wrote:

https://www.technologyreview.com/f/613434/amazons-system-for-tracking-its-warehouse-workers-can-automatically-fire-them/


(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
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