On Thu, Nov 01, 2018 at 06:15:40PM +0100, Giacomo Tesio wrote:
On Thu, Nov 01, 2018 at 11:02:42AM +0100, Giacomo Tesio wrote:
L'articolo contiene un certo ammontare di FUD: l'obbligo di licenziare sotto SSPL si applica solo ai software che gli utenti di MongoDB > > sviluppano (e di cui dunque detengono il copyright) non a quelli che utilizzano (ad esempio il kernel Linux, citato impropriamente nel articolo).
Questa mi sembra più una tua opinione, Giacomo, che un fatto accertato.
Beh, nessuno può distribuire software con una licenza X senza detenerne i diritti d'autore. Dunque, chiamare in causa Linux è FUD, perché tale richiesta sarebbe in contrasto con il diritto d'autore praticamente ovunque e dunque nulla.
Lasciamo un attimo da parte il caso del kernel (ci torno dopo). Il testo della SSPL dice:
If you make the functionality of the Program or a modified version available to third parties as a service, you must make the Service Source Code available via network download to everyone at no charge, under the terms of this License. [...]
“Service Source Code” means the Corresponding Source for the Program or the modified version, and the Corresponding Source for all programs that you use to make the Program or modified version available as a service, including, without limitation, management software, user interfaces, application program interfaces, automation software, monitoring software, backup software, storage software and hosting software, all such that a user could run an instance of the service using the Service Source Code you make available.
Quindi la licenza di fatto si applica anche ad altro software oltre a MongoDB: praticamente a tutto lo stack su cui MongoDB gira se lo offri come servizio. Non nel senso che tale altro software sia distribuito *da* MongoDB (l'azienda), ma nel senso che la SSPL impone che *tu*, service provider di MongoDB, lo debba distribuire sotto gli stessi termini della SSPL come condizione per potere usare MongoDB. (Cosa in generale impossibile, perché il diritto d'autore su buona parte di tale software non sarà detenuto da te.) Se il kernel Linux rientri o meno no nella definizione di "Service Source Code", al momento, non è dato saperlo. Non ho ancora visto analisi legali sul punto. Contesto però definire FUD quel passaggio nell'articolo. Innanzitutto perché non è Jonathan Corbet che dice che si applica al kernel; si tratta di una citazione dal blog post di Matthew Garrett, correttamente citato nell'articolo. In secondo luogo perché nemmeno Matthew lo dice esplicitamente, lo pone come ipotesi; cito:
I'm not a lawyer, so I'll leave it up to them to figure out whether this means you're now only allowed to deploy MongoDB on BSD because the license would require you to relicense Linux away from the GPL.
Torno alla tua mail.
Ma supponi di avere scritto un software veramente innovativo e non essere interessato al suo sfruttamento economico, ma che tu voglia farne invece un dono ricorsivo, massimizzando il software libero innovativo che viene basato su di esso.
A questo scopo, la SSPL di MongoDB potrebbe essere più adatta della AGPL. [...] Cosa ne pensi?
Su questo ti seguo assolutamente. Il tema di come fare ad avere una forma di copyleft adatta all'era di SaaS è un tema apertissimo. AGPL è l'unica soluzione che abbiamo ed è insoddisfacente per molti motivi. Il dubbio di molti però, me compreso come hai capito :-), è che SSPL vada troppo in là, rendendo di fatto impossibile essere in compliance con la licenza. Io penso che sia fatto di proposito, per vendere licenze proprietarie, un po' come sfortunatamente tutti gli usi della AGPL da parte di Oracle in tempi recenti. Ma al di là della motivazione, se veramente è di fatto impossibile essere in compliance con la licenza, allora l'obiettivo di aumentare la quantità di software libero che esiste nel mondo (che è lo scopo del copyleft in generale) fallisce completamente per impraticabilità. Sono insomma molto d'accordo con la conclusione del post di Matthew, che ti invito a leggere qua: https://mjg59.dreamwidth.org/51230.html Nota inoltre che tutto questo è assolutamente indipendente dal fatto che la licenza sia considerata free/open o meno (da OSI/FSF/Debian). Potrebbe benissimo essere free/open, e allo stesso tempo impraticabile e inutile.
PS la discussione in corso al OSI è pubblica?
Si, come sempre. Sulla lista license-review (e anche license-discuss in questo caso). A presto -- Stefano Zacchiroli . zack@upsilon.cc . upsilon.cc/zack . . o . . . o . o Computer Science Professor . CTO Software Heritage . . . . . o . . . o o Former Debian Project Leader & OSI Board Director . . . o o o . . . o . « the first rule of tautology club is the first rule of tautology club »