Link via Web (non AMP): https://www.theguardian.com/commentisfree/2020/jul/01/apple-google-contact-t... Forse dovremmo passare dal concepire la privacy come un diritto individuale a considerarla una forma di tutela della collettività, e dunque un DOVERE individuale. Un dovere che forse andrebbe reso obbligo di legge, con multe salate per chi diffonde le proprie informazioni personali danneggiando tutte le persone intorno nonché tutte quelle simili. E magari con provvedimenti penali per chi diffonde e/o rende accessibili informazioni personali di terzi senza l'esplicito e consapevole consenso, da reiterare ad ogni accesso, del data subject. Su questo però bisognerebbe distinguere chi accede a dati pubblici e chi li rende pubblici. Per esempio, crew come Lulzsec accedono sempre a dati già pubblici, accessibili e precedentemente acceduti da chiunque abbia un minimo (ma proprio minimo! talvolta basta saper inserire "admin" come username e password!) di competenze. In questi casi, invece di perseguire gli hacker che, di fatto, rendono pubblici i leak perpetrati per anni in precedenza da altri, bisognerebbe perseguire penalmente i responsabili delle aziende che li hanno resi pubblici. Perché se posso ottenere una informazione attraverso un programma adatto e senza avere accesso fisico al disco che la contiene, allora quella informazione è già pubblica. Fingere che non lo sia perché tutti quelli che vi accedono sono ben felici di non farlo sapere in giro, non la rende privata. Giacomo