Segnalo solo che la questione si accompagna a quella (non saprei se più o meno grave di questa) delle università italiane, che stanno o sono ormai migrate in massa verso soluzioni proprietarie, generalmente offerte dai soliti colossi. Su questa lista se n'è accennato già sei anni fa quando segnalai come l'università di Torino avesse passato quasi in sordina la notizia della dismissione dei servizi gestiti in autonomia per la posta elettronica, alla soluzione offerta da Gmail per tutte le caselle di posta di studenti e docenti (che da allora siamo obbligati a usare). Da allora, e quest'anno ancora di più in seguito all'emergenza covid, questa tendenza si è ulteriormente aggravata. Notizia appresa stamattina come piccola curiosità: i nuovi pc in dotazione alle aule del Campus Einaudi (uno dei principali poli didattici di Unito), attrezzate durante l'estate per la cosiddetta didattica "ibrida", non avranno porte usb libere in cui poter inserire per esempio una chiavetta personale contenenti i propri file. La soluzione suggerita è quella di fare uso del cloud google di cui tutti i docenti sono dotati. Per dire, e per non parlare dell'intera didattica aa 2020-21 su Cisco Webex, eccetera eccetera. Non conosco la situazione nel dettaglio presso gli altri atenei italiani, ma da quello che so è tendenzialmente la stessa. Luciano Paccagnella Dipartimento di Culture, Politica e Società Università di Torino www.didattica-cps.unito.it/persone/luciano.paccagnella Il 23/09/20 11:14, Antonio Iacono ha scritto:
Un bell'articolo di Sonia Montegiove (non so se è iscritta a questa lista).
https://www.techeconomy2030.it/2020/09/22/linsostenibile-leggerezza-dellesse...
Lo segnalo anche perché fa riferimento a persone e cose su cui abbiamo discusso ultimamente.
Antonio _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa