Tempo fa avevo fatto una provocazione su "quando l'acqua diventa vino". È sufficiente dire che una cosa è processata in automatico, ovvero senza un umano che interviene, per invocare una esenzione di responsabilità? Andando avanti, le capacità semantiche e analitiche dei sistemi saranno superiori a quelle di un umano. Chi e' responsabile se il sistema fa affermazioni apologetiche di reato ? Se la risposta fosse "nessuno", sarebbe un grande incentivo a realizzare e polarizzare (anche non algoritmicamente, andando avanti) tale sistema. Pensiamo a politica di regime o a informatica su mercati finanziari. Per me la questione non è risolvibile se di entra nel merito. Se entri nel merito e processi il payload e non solo le buste, imho, devi essere responsabile, sia che il lavoro lo faccia tu, che lo faccia un tuo dipendente, sua che lo faccia una tua macchina. Imho ------- Original message -------
From: Fabio Forno <fabio.forno@gmail.com> To: marcoscialdone@gmail.com Cc: nexa@server-nexa.polito.it Sent: 7.4.'11, 12:23
2011/4/7 marco scialdone <marcoscialdone@gmail.com>:
Ciao Fabio,
al di là delle considerazioni giuridiche, una mia curiosità personale: se digitando Bluendo,Google suggest lo avesse abbinato automaticamente a "fregatura" o "truffa", tu come imprenditore che opera in Rete avresti accettato serenamente la cosa o avresti chiesto a google di rimuovere l'abbinamento?
Ragionamento imho capzioso. La risposta è ovvia, ma ogni principio per quanto buono può portare in determinate condizioni a conseguenze indesiderate con cui bisogna imparare a convivere per salvaguardare il principio stesso
-- Fabio Forno, jabber id: ff@jabber.bluendo.com _______________________________________________ nexa mailing list nexa@server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa