Ciao Antonio, Nel suo discorso d'apertura alla scorsa Biennale della Tecnologia di Torino, Juan Carlos disse splendidamente:
Forse la chiave per andare nella direzione giusta sta nel far comprendere che la tecnologia è un prodotto squisitamente umano. O, rovesciando la prospettiva, che l'uomo è intrinsecamente tecnologico; non solo tecnologico (per fortuna!), ma certamente anche tecnologico.
https://www.biennaletecnologia.it/sites/default/files/inline-files/Article-D... Da tempo in questa lista non ribadisco io stesso, parafrasando von Clausevitz, che la Tecnologia è un proseguimento della Politica con altri mezzi. È dunque una caratteristica identificativa della nostra specie, quanto la velocità per i ghepardi. Quanto lo è la Matematica o la Politica stessa. On March 19, 2021 10:33:42 AM UTC, Antonio Iacono wrote:
La tecnica in sé e per sé non solo non ha liberato l’uomo dal lavoro e dal suo sfruttamento, ma, come ampiamente discusso, il "caporalato digitale" ha trovato proprio nella tecnica la definitiva modalità operativa.
Insomma, e se in quel "bagaglio più leggero" auspicato dalla Roy ci fosse anche meno tecnica?
Dunque cosa intendi per "tecnica"? Qui trovi alcune mie definizioni operative: http://www.tesio.it/2018/10/11/math-science-and-technology.html Se intendi ciò che io chiamo "tecnologia", non sono d'accordo. Di fronte ai plateali fallimenti dell'economia, non rinuncerei alla branca del sapere umano che è riuscita quanto meno a mitigarne alcuni drammatici errori! Credo piuttosto che sarebbe utile abbandonare le teorie economiche esistenti, diventate ormai una religione dogmatica e violenta. Non certo per dimenticarle, sia chiaro! Ma riconoscerle per quel che sono state, fatti storici della cui ingenuità ridere da giovani ed imparare da adulti. Siamo certamente a cavallo di un cambio di paradigma. Devo ammettere che all'inizio della pandemia ne avevo sottovalutato anche io l'impatto di lungo periodo e la reazione isterica di molti intellettuali alla sospensione di AstraZeneca (o la fede dogmatica in Immuni e gli altre App emanate da Google e Apple) mi fa temere sulla direzione che questo cambio potrebbe assumere. Ma come discusso qualche tempo fa in lista e come detto altrove, ritengo che il cambio di paradigma potrebbe portarci da una interpretazione economica della realtà ad una più propriamente informatica. L'economia è una "tecnica"? E l'informatica? Di certo, al momento sono due discipline piuttosto esoteriche sebbene per ragioni opposte: una è agli albori, l'altra al tramonto. Ma non è l'esoterismo, l'elitarietà che le caratterizza, il vero problema? Non è che magari per "tecnica" intendi una conoscenza efficace ma per pochi? Di questo esoterismo è certo che potremmo fare a meno. Ma sapremo intraprendere questa strada stretta? Giacomo