Grazie Giacomo, credo di aver capito; ci torno su m. [cid:image001.jpg@01DCADA0.8F9F8100] __________________________________________ Prof. Avv. Marco Ricolfi C.so Galileo Ferraris, 43 - 10128 Torino T (+39) 011.554.54.11 F (+39) 011.518.45.87 E marco.ricolfi@weigmann.it<mailto:marco.ricolfi@weigmann.it> PEC marcoricolfi@pec.ordineavvocatitorino.it<mailto:marcoricolfi@pec.ordineavvocatitorino.it> www.weigmann.it<https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.weigmann.it%2F&e=6b170c62&h...> [cid:image002.jpg@01DCADA0.8F9F8100] Member of The Parlex Group of European Lawyers EEIG with associated law firms in the main capitals of the European Union, U.S.A., Israel and Malaysia; web site: www.parlex.org<https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.parlex.org%2F&e=6b170c62&h=...> DISCLAIMER: Le informazioni contenute in questa comunicazione sono riservate e destinate esclusivamente alla/e persona/e o all'ente/i destinatario. È vietato a soggetti diversi dai destinatari di questa comunicazione qualsiasi uso, copia o diffusione delle informazioni e dei dati in essa contenuti, sia ai sensi dell'art. 616 c.p. sia ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679. Se questa comunicazione Vi è pervenuta per errore, Vi preghiamo di informarci chiamando il numero (+39) 011.554.54.11, ovvero di rispondere a questa e-mail e successivamente, di cancellare dal Vostro sistema la e-mail ed ogni suo allegato. DISCLAIMER: The information contained in the e-mail is confidential and intended only for the attention of the named individual(s) or organisation(s) to whom it is addressed. If you are not the intended recipient be aware that any use, copying or distribution of the information contained herein is prohibited pursuant to Article 616 of the Italian Penal Code and (EU) Regulation 2016/679. If the communication has been sent to you in error, please notify us by telephone on (+39) 011.554.54.11, or reply to the e-mail. Please then delete the e-mail and any attachments from your system. Da: Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> Inviato: venerdì 6 marzo 2026 14:26 A: Marco Ricolfi <marco.ricolfi@weigmann.it> Cc: nexa@server-nexa.polito.it Oggetto: Re: R: [nexa] R: keep android open Ciao Marco, On Thu, 5 Mar 2026 22:31:33 +0000 Marco Ricolfi wrote:
Quando dici che Google vincola contrattualmente i produttori di smartphone affinché limitino gli acquirenti di tale hardware, cosa vuoi dire esattamente?
nulla di nuovo, in realtà: https://dazeinfo.com/2023/11/16/google-samsung-8-billion-deal-stay-default-on-samsung-mobile-phones-tech-giants-courtroom-secrets/<https://url.de.m.mimecastprotect.com/s/OPxPCPjnBAsWRKJT0hESx6dZK?domain=dazeinfo.com> Google stabilisce contratti stringenti con i produttori di cellulari che includono i suoi software proprietari (necessari al funzionamento di un android, che è solo parzialmente open source): è grazie a questi contratti che può far limitare a livello hardware la scelta degli acquirenti, costringendoli a mantenere i propri prodotti come Google Play, GMail o i Google Play Services. Software che possono essere disabilitati (forse...), ma non rimossi. A meno di rootare il cellulare, un processo fuori dalla portata della maggioranza degli acquirenti e che tipicamente invalida la garanzia dell'hardware acquistato. Analogamente, è e sarà sempre più difficile installare software che Google non vuole si diffondano (NewPipe, Tabular, PipePipe etc...). Tutto quel "ecosistema" che descrivi, si basa su questi accordi commerciali anti-concorrenziali fra Google e i produttori hardware. Per far venir giù il castello di carte sarebbe sufficiente imporre ai produttori di hardware (inclusi smartphone e tablet) che vendono in Unione Europea l'obbligo di garantire agli acquirenti il pieno possesso dei dispositivi venduti, con la ovvia possibilità di installare, sostituire o disinstallare qualsiasi software di proprio gradimento. Esattamente come avviene per qualsiasi desktop PC. Insomma, mentre Apple si fabbrica gli iPhone su cui mette il proprio sistema operativo e le proprie barriere di ingresso, per gli altri smartphone e table esiste un mercato "tradizionale", il cui funzionamento viene alterato da queste pratiche anti concorrenziali di Google. Giacomo