Dopo anni dall'introduzione della firma digitale con valore legale, gli uffici della Pubblica amministrazione si erano finalmente adeguati a questo nuovo modo di lavorare. Anni di formazione, prima dei tecnici, poi dei dirigenti, poi dei dipendenti amministrativi ma alla fine persino il più restio alla materia sapeva che un file con estensione p7m significava file firmato digitalmente. Troppo bello per continuare e infatti il meccanismo si è rotto. In nome di una presenta pluralità, da un paio d'anni, il formato cosiddetto PAdES è stato affiancato al "vecchio" CAdES tra i formati di documenti firmati digitalmente con pieno valore legale. Chi ne trarrà vantaggio, beh, è ovvio, l'ennesima big, quell'Adobe che forse stava perdendo "potere" con l'esclusione del suo Flash da ogni dove. Perché allo stato attuale (Roberto correggimi), non mi risulta che ci sia un prodotto alternativo che gestisca le firme digitali PAdES in modo completo al di fuori di Acrobat. Già me li vedo i dipendenti pubblici alle prese con file che (a loro giudizio) non sono firmati digitalmente in quanto non hanno l'estensione .p7m (queste novità mica fanno presa subito, ci vorrà del tempo anche stavolta) e li rifirmano in CAdES facendo andare in tilt i software di verifica, causando, ancora una volta disagi tra P.A. e cittadini.