Ricordiamoci di McLuhan" il medium e ' il messaggio" .La privacy e' un problema ormai di secondo piano. La questione fondamentale sara' un nuovo contratto sociale dei diritti dell'uomo nell'infosfera (lavoro, diritti e doveri, gestione dei dati, liberta' di espressione). Vedi il mio saggio L'eta' della finzione Bollati Boringhieri pag.205 Miti di Fondazione.
Grazie Massimo, ho letto la prefazione di Marc Augé ed un estratto disponibile online. Davvero interessante. Di Marc Augé conoscevo, ovviamente, il concetto di "nonluogo". Ovvero quello "spazio utilizzato per usi molteplici, anonimo e stereotipato, privo di storicità e frequentato da gruppi di persone freneticamente in transito, che non si relazionano, situazione riscontrabile negli aeroporti, negli alberghi, sulle autostrade, nei grandi magazzini". Immagino che nel tuo saggio a questi luoghi si affianchi la Rete (non esistente ai tempi in cui Augè ha scritto: "Non-lieux. Introduction à une anthropologie de la surmodernité"). Dell'estratto che ho letto cito questo passaggio: "I media strutturano il nostro tempo quotidiano, stagionale e annuale. La vita politica, artistica, sportiva non può più essere concepita senza il circuito dei media. Essi modificano la nostra relazione con lo spazio e il tempo imponendoci attraverso la forza delle immagini una certa idea del bello, del vero e del bene e anche una certa idea dell’abituale, del normale e, in fin dei conti, della norma, cioè, oggi, una certa idea del consumo, che essi non smettono di riprodurre perché sono essi stessi dei beni di consumo. Come le altre cosmologie, la cosmotecnologia aliena coloro che la prendono alla lettera." Sulla televisione hanno scritto, già dall'inizio degli anni cinquanta, grandi scrittori e uomini di cultura del Novecento. Da Elemire Zolla ad Alberto Moravia, da Umberto Eco a Pier Paolo Pasolini. Mi aspetto che lo stesso avverrà con Internet. Antonio