Caro Diego... grazie mille per i complimenti e soprattutto grazie della puntualizzazione. In effetti non sono stato chiaro. Ho parlato del notaio come unico pubblico ufficiale che esegue quell'operazione di estrazione e autentica su richiesta di un privato... ma in effetti ho trascurato che, anche presso il Comune (pagando i dovuti bolli, e mettendosi diligentemente in coda con tutti gli altri) si può ottenere lo stesso risultato. Bisognerebbe vedere se poi di fatto gli uffici comunali raccolgono queste richeiste o trovano qualche scusa per "rimbalzarle". So che gli stessi notai (NB: che si fanno pagare ben più di 16 euro) spesso rispondono semplicemente "sì sappiamo di cosa si tratta, ma il nostro studio non se ne occupa". Forse non hanno capito bene come funziona, forse semplicemente hanno altri lavori ben più remunerativi. Però questo rilievo che i comuni sarebbero già attrezzati è assolutamente importante e va approfondito. Ti invito - se ti va - ad inserire questa tua annotazione nello spazio commenti dell'articolo, in modo da incentivare il dibattito sul tema anche da parte di altri esperti. Grazie. ciao, Simone Il 16 luglio 2013 10:16, Diego Giorio <dgiorio@hotmail.com> ha scritto:
Anzitutto ottimo articolo, su un tema troppo spesso trascurato, per non dire ignorato totalmente dai più.
Ho solo una perplessità sul fatto che solo il notaio possa dare autenticità alla copia.
L'art 18 D.P.R. 445/00 consente l'autentica di copie anche ai segretari comunali ed ai funzionari autorizzati dal Sindaco, ad esempio il sottoscritto. Non vedo nessuna limitazione alle sole copie cartacee, nè una limitazione alle sole copie destinate alla PA (come, ad esempio la legalizzazione di firme che - fatti salve leggi speciali come le volture di veicoli - possiamo effettuare solo per atti destinati a PA e pubblici servizi ai sensi dell'art 21 c. 1 del citato D.P.R).
Naturalmente detta legalizzazione sconta l'imposta di bollo (ora 16 euro) dato che le copie devono applicarla indipendentemente dal regime fiscale dell'originale (nota 1 art 1 D.P.R. 642/72).
I Comuni hanno acquistato timbri o etichette come da allegato, per poter legalizzare documenti informatici (fra l'altro interessante il modello, molto completo, proposto dal notariato).
Cosa ne pensi?
Un cordiale saluto
Diego
Date: Mon, 15 Jul 2013 13:15:33 +0200 From: simone.aliprandi@gmail.com To: nexa@server-nexa.polito.it Subject: Re: [nexa] il valore probatorio di una pagina web
Chiedo scusa. L'URL è stato aggiornato. Ecco quello corretto:
http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/valore-probatorio-pagina-web... Grazie a chi me l'ha segnalato. Un cordiale saluto.
Il 15 luglio 2013 13:08, Simone Aliprandi <simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto:
Sollevo una questione a mio avviso centrale per il diritto di internet e che invece è lasciata troppo in secondo piano e quindi risulta poco nota anche a chi è tenuto a conoscerla per operare correttamente nella sua professione (avvocati, notai, giudici...): il valore probatorio di una pagina web. Quanti sono convinti che sia sufficiente fare una stampata o uno screenshot di una pagina per averne una prova solida? Alcune riflessioni sul tema in questo mio articolo: http://www.mysolutionpost.it/blogs/it-law/piana/pagina-web-prova.aspx Un cordiale saluto. -- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
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