Guido,
credo che occorra ragionare con serenità sulla portata concreta di un atto che non è neppure lontanamente paragonabile nei contenuti a quello che in altri paesi occidentali è previsto in forza di una legge dello stato.
Peraltro, andrebbe spiegato ai non giuristi (perchè altrimenti la gente si fa strane idee) che se un "web service provider" non firma quel codice quel codice a lui non si applica. Perchè è un codice di autoregolamentazione, cioè, a prescindere da chi materialmente abbia redatto il contratto, sono quelli che lo firmano a decidere di aderirvi o meno.
Se nessuno firma, amen.
Per come la vedo io, se sono un "web service provider" e mi accorgo che il codice in questione è una riedizione delle mie condizioni generali di servizio il codice lo firmo perchè a me non cambia nulla e politicamente il gesto è apprezzato.
Marco,
se parli di evitare derive "anarchiche" o "bocciature aprioristiche e preconcette" concordo ma se, invece, ritieni che gli utenti dovrebbero astenersi dall'evidenziare i rischi (elevatissimi) che possono derivare dall'eventuale (ma mi auguro remoto) varo del Codice sulla libertà di manifestazione del pensiero allora non condivido affatto e, al contrario, mi auguro che utenti, consumatori, università e studiosi siano coinvolti nel processo di negoziazione del codice.
E' vero che previsioni analoghe a quelle che si vorrebbero inserire nel codice sono contenute in molte (per la verità non tutte) condizioni generali di servizio ma è altrettanto vero che una cosa è l'isp che si riserva il diritto di metterti un cerotto sulla bocca (naturalmente non mi piace ed anzi se potessi obblgherei tutti gli ISP a NON rimuovere alcun contenuto prima dell'ordine dell'Autorità Giudiziaria) e altra cosa è l'ISP che si obbliga - peraltro dinanzi al ministro dell'interno ed a quello delle comunicazioni - a farlo.
Il codice, nella sua attuale formulazione, sarebbe un "cartello sulla limitazione della libertà di espressione online omologato dal Governo".
Non ho nessuna posizione preconcetta sul codice e, anzi, ho partecipato ad entrambe le riunioni da maroni e romani nella speranza che vi fosse spazio per un ragionamento serio: sfortunatamente, allo stato, temo non sia così.
Le uniche due posizioni istituzionali di buon senso sono quelle dell'On. Bobbio (che interviene per il ministro della gioventù) e quelle di Vulpiani (ex capo della polizia delle comunicazioni).
Mi auguro però - ed ho registrato importanti segnali in tal senso - che non sia intenzione degli isp operanti in italia accettare supinamente la posizione del governo.
Qui il mio pensiero, domani su Punto Informatico: http://www.guidoscorza.it/?p=1814
Un abbraccio,
G.
marco scialdone ha scritto:
<mailto:demartin@polito.it>>
On 16 May 2010 08:58, marco scialdone <marcoscialdone@gmail.com <mailto:marcoscialdone@gmail.com>> wrote:
2010/5/16 J.C. DE MARTIN <demartin@polito.it------------------------------------------------------------------------
Credo che nelle prossime settimane ne parleremo molto.
juan carlos
E quasi sicuramente a sproposito...
A precisazione del mio pensiero... io temo che in Rete si instaurerà il solito (inutile) discorso sulla "censura".
Se uno si legge qella bozza, senza preconcetti, ci trova nè più nè meno le cose che stanno scritte nelle condizioni generali d'uso delle principali piattaforme di hosting o dei principali social network.
M.
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa@server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
www.guidoscorza.it