Ciao Giacomo, scusa se mi permetto di rispondere anche io a questa tua ingenua (?) considerazione Giacomo Tesio <giacomo@tesio.it> writes: [...]
Cosa c'entra la
"dicotomia idea/espressione", forse la grundnorm del diritto d'autore
?
Dentro un software programmato statisticamente non c'è alcuna mente che possa elaborare idee, solo un intricato sistema automatico di collage delle espressioni. Lo chiamano "machine learning" per ingannare coloro che non sanno come funziona quel tipo di software, ma non c'è nessuno che apprenda alcunché, nemmeno dentro una "rete neurale artificiale".
Il fatto che nel software "non c'è alcuna mente che possa elaborare idee" non cancella il fatto che per giudicare se esista violazione del diritto d'autore nell'output di tale software debba essere verificato che l'espressione sia _plagio_. Sul significato "dicotomia idea/espressione" credo sia tutto chiarissimo, no? Che una persona utilizzi la penna o ChatGPT per ottenere l'espressione di una idea, idea poi si (ri)formerà in modo autonomo nella mente di chi LEGGE, non cambia la natura dell'output: è una espressione di una idea (di chi scrive o chi legge). La grundnorm del diritto d'autore vuole che non siano tutelate le idee (l'universo è stato generato dal Big Bang) ma la loro _specifica_ forma espressiva (che deve avere catatteristiche di originalità). Poi sì, ci sono tutti i tecnicismi in merito alla differenza tra il "fair use" di scuola statunitense e quello più arzigogoloso di scuola europea... ma che noia Saluti, 380°. -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.