Ma a chi stai dicendo che Report gli detti i tempi? Non a me presumo. Basta che digiti un nome su google ti rendi conto di chi lavora da anni a policy, leggi, iniziative, manifestazioni, proteste... ecco io sono proprio tra quelli etc ;-) (sai, io sono un po' più vecchio di te...)
Quando è stato necessario abbiamo fatto lobbying sui parlamentari o organizzato audizioni, scritto petizioni, eccetera. Non ho certo chiesto il permesso alla Gabanelli per fermare la legge bavaglio e neppure quando ho portato Perens e Stallman dal presidente della Camera. Non gliel'ho chiesto per la riscrittura delle leggi su copyright e per alla scrittura di quelle su open source e net neutrality. Non le ho chiesto niente neanche quando abbiamo fatto pressione per un Bills of rights o per la riforma della Siae.

Ma se non ce la vogliamo menare, rimane il fatto che le nostre sono state spesso iniziative elitarie, a volte per limiti nostri propri, a volte per i limiti del sistema mediatico. A volte abbiamo vinto, altre perso. Spesso quando abbiamo vinto abbiamo lavorato a stretto contatto coi legislatori, coinvolto comuni cittadini e sfruttato la porosità delle istituzioni e del sistema dei media. Però poichè gli interessi in gioco sono molti ci è capitato di fare il passo del gambero più d'una volta soverchiati dalle forze avverse.
Perciò avere il consenso dei cittadini e farsi alleata la televisione per me è un orizzonte da ricercare.
Non è detto che ce la faremo - anche perchè vivaddio non la pensiamo tutti allo stesso modo - e molti rimarrano imbambolati davanti a una rete che somiglia sempre di più alla tv e dove il web 2.0 rimarrà solo un simulacro di democrazie e partecipazione: la società dello spettacolo nell'era digitale.

peace&love

Oggetto: Re: [nexa] Rif: Re: Perché ritengo tutta la vicenda, e non solo Report, sia una occasione sprecata (Re: R: R: Report:...)

io proprio non capisco perché dovremmo farci dettare i tempi da una trasmissione televisiva

lo stesso approccio di report di postare comunicati senza possibilità di replica, su una pagina del loro sito dove non si possono lasciare commenti, è la dimostrazione che il meccanismo di broadcast è fissato nei loro metodi

su internet non esiste la voce dall'alto, esistono voci che dialogano

farsi condizionare da report è il rovesciamento delle dinamiche che spingono alla partecipazione P2P, da anni, qui in Rete: e su certi temi, le "elite" discutono da anni e tentano pure di coinvolgere il resto della popolazione, senza contare che sono in corso fior fior di tentativi di armonizzazione e creazione di policy allo scopo in sede nazionale e internazionale



Il giorno 15/apr/2011, alle ore 09.58, a.dicorinto@uniroma1.it ha scritto:

> Sono d'accordo con Marco Trotta--
> a parte alcuni strafalcioni la trasmissione di Report è stata utile non solo per la casalinga di Voghera ma proprio per il dibattito che si è innescato in rete.
> Una riflessione più matura su come i social network a la Facebook stiano influenzando le dinamiche sociali e la percezione della cittadinanza è quanto mai necessaria e va portata fuori dall'ambito delle elite digitali.
> L'open publishing gli strumenti del web 2.0 ci rendono più liberi e informati ma sono anche dispositivi di controllo e persuasione, politica e commerciale. E' un fatto intrinseco a tutti gli strumenti che si fondano su un modello di business basato su gratuità + pubblicità.
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