Sono un po' fuori tempo, ma segnalo che questo tipo di "effetti collaterali" dell'uso delle licenze CC è stato a suo tempo segnalato e discusso in questo (bel) paper: http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=885466 (Per inciso, trovo la riflessione interessante, ma non concordo.) On 03/06/2012 11:01 AM, Simone Aliprandi wrote:
Lancio un'altra riflessione che forse potrà suonare una provocazione... Non è che utilizzando licenze pubbliche o waiver di pubblico dominio stiamo implicitamente legittimando l'interpretazione inversa? Mi spiego meglio. Se si diffonde la prassi (assolutamente nobile e da incoraggiare) per cui i dati detenuti dagli enti pubblici per essere liberamente utilizzabili devono essere "contrassegnati" con una licenza pubblica o un waiver di pubblico dominio, stiamo in un certo senso legittimando l'idea che in fondo l'art. 5 non è efficace nella sua attuale formulazione. Un giudice che dovesse essere investito di una questione su questo tema potrebbe essere indotto a pensare che la prassi diffusa di rilasciare le banche dati in quel modo lascia sottindendere che l'interpretazione più diffusa dell'art. 5 è proprio quella restrittiva e non quella estensiva. E quindi emettere una sentenza in quella direzione. Come dire: "Carissimi, se questa specifica PA non ha rilasciato i dati in CC0 come invece hanno fatto molti altri enti, è perchè sostanzialmente non voleva rilasciarli. Quindi chi li ha utilizzati ha violato un suo diritto esclusivo." Forse sto delirando... in tal caso ditemelo senza mezze misure. ;-) Un caro saluto.
Il 06 marzo 2012 10:42, Simone Aliprandi<simone.aliprandi@gmail.com> ha scritto:
parte maggioritaria siedano sia illustri esponenti della dottrina, sia molti giudici (ricordo che giurisprudenza specifica sul tema non ce n'è)."
Non capisco la parte in neretto. Era solo per dire che a me non risulta che la via dell'interpretazione estensiva dell'art. 5 sia quella più seguita, nè dalla dottrina, nè dalla giurisprudenza. mi riservo ulteriori verifiche. se lei o qualcun altro dei lettori avesse sentenze da segnalare, sono ben accette! Ad oggi, in assenza di una sentenza quantomeno di secondo grado in tal senso, se un cliente mi chiedesse un parere specifico sull'utilizzo libero di banche dati prodotte da enti pubblici non mi sentirei di rassicurarlo e dargli un incondizionato "via libera".
Un caro saluto.
-- Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org