Ciao Daniela, On Fri, 1 Aug 2025 08:45:01 +0000 Daniela Tafani wrote:
ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale.
Condividiamo la valutazione dei problemi che hai elencato [1], non il fatto che questi problemi limitino in alcun modo la "possibilità reale" dell'azione del GDPD. Il GDPR gli fornisce strumenti potentissimi ed assoluta autonomia durante il mandato, per cui il Garante sta scegliendo autonomamente di non esercitarli ogni volta che la controparte include una Big Tech. Ripeto, basterebbe una mail del Garante per far interrompere subitaneamente trasferimenti e trattamenti notoriamente illeciti: https://ppc.land/microsoft-cant-protect-french-data-from-us-government-acces... Quanti dirigenti scolastici e ospedalieri la ignorerebbero rischiando sanzioni e provvedimenti disciplinari? E poi, se i membri del Collegio non ritengono di essere in grado di svolgere il proprio compito nell'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei Dati Personali, possono dimettersi e lasciare fare ad altri. Se non lo fanno, hanno il dovere di rispondere pubblicamente delle proprie azioni e delle proprie inazioni. Essere responsabile, responsum abilem, significa proprio questo. Giacomo [1] seppure sul secondo problema si potrebbe discutere: il GDPR è molto più generale e complesso, per cui il consenso dell'interessato non è l'unica base giuridica disponibile per i trattamenti né è sempre indiscriminatamente applicabile.