Buongiorno, non ne ho idea, ma forse non è nemmeno così importante ai fini di questo... dibattito. Stefano Quintarelli <stefano@quintarelli.it> writes: [...]
Sulla falsariga, Montesquieu dove avrebbe messo la gestione del codice (che e' legge) ? sotto il giudiziario o sotto l'esecutivo ?
Tertium non datur?!?!? Se il codice è legge, il "codice dello Stato" (qualsiasi cosa codifichi, dal rapporto col fisco al conteggio della pena per i reati) dovrebbe essere sotto il controllo* di... booh? :-O E come facciamo a fare in modo che booh abbia il controllo del software? (* o gestione, visto che deve essere tutto declinato in termini gestionali aziendalistici) [...]
questo e' un tema su cui sarebbe utile si aprisse un dibattito.
Aprire un (/nuovo/ ça va sanse dire) dibattito? Davvero? Ma davvero dobbiamo ricominciare da capo ogni volta che c'è di mezzo il software?
in realta' "il codice controllato dai GAFAM non ci piace" e' miope. mettendo a fuoco ci si dovreebbe chiedere "e quindi, chi lo deve controllare ?"
Ma è davvero il caso di (ri)chiederselo ogni volta che parliamo di software proprietario? É davvero il caso che ogni volta che cambiano le tencologie di scambio in rete dei dati (adesso c'è "il Cloud") azzeriamo tutto? Primo addendo: software libero. Cosa c'è che non è chiaro nella definizione (quella /estesa/, non solo i 4 punti) di software libero? https://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html Secondo addendo: la Costituzione «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione» (e giù di articoli...) Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia: tutto il software - cioè /qualcosa/ che nel cyberspazio /implementa/ potere legislativo, esecutivo e giudiziario TUTTI ASSIEME - usato per qualsiasi attività gestita dello Stato [1] deve essere sotto il controllo del popolo [2] che esercita tale controllo nelle FORME della Costituzione, vale a dire attraverso /tutti/ gli organi dello stato [3], ciascuno dei quali /dovrebbe/ agire nel nome del popolo italiano. Secondo me è perfino banale e nel dirlo mi sento pure nell'imbarazzo di apparire presuntuoso... però a ben guardare non c'è AFFATTO bisogno di cambiare la costituzione per comprendere che il software rientra IN PIENO nei principi in essa già AMPIAMENTE enunciati. ...forse c'è "solo" bisogno di applicarla la nostra bella Costituzione e /magari/ coinsiderare il software meno /culturalmente alieno/. Oppure vogliamo continuare ancora per molto a far finta che oggi non sia ESATTAMENTE il contrario, cioè che sono gli automatismi codificati nel software proprietario (e in Internet) a VIOLARE (abbondantemente) i principi costituzionali? Non "algoritmi" ma "software", non "proprietario" ma "libero". Saluti, 380° [1] ...e OGNI VOLTA dover stare a ribadire o persino litigare sul fatto che ogni singolo euro di denaro pubblico dovrebbe andare a software PUBBLICO è davvero penoso. [2] ebbene sì, ohibò, la Costituzione è POPULISTA... non dice "cittadini", no no: dice proprio POPOLO :-D [3] il Presidente della Repubblica, il Parlamento, la Corte costituzionale e Il Governo della Repubblica Italiana. -- 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego) «Noi, incompetenti come siamo, non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché» Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.