Certamente pertinente, anche se mi pare che il termine Data Cooperative sia usato con un accezione diversa, in quanto i diritti sull’utilizzo dei dati rimangono in capo agli utenti.
Le Data Cooperatives di Divya invece agiscono direttamente per conto degli utenti, incassano eventuali proventi, che sono raccolti dalla cooperativa ed eventualmente distribuiti tra i membri.
Come ho sostenuto in passato e anche Divya ribadisce, non ha molto senso considerare il valore del dato di un singolo individuo.
Il valore sta in vaste raccolte di dati e diventa a quel punto un bene collettivo.
Nel regolamento citato le cooperative sono intese come piccoli aggregati (al massimo SME), assimilabili pertanto a singoli individui, come detto nell’ultima frase.

24)Data cooperatives seek to strengthen the position of individuals in making informed choices before consenting to data use, influencing the terms and conditions of data user organisations attached to data use or potentially solving disputes between members of a group on how data can be used when such data pertain to several data subjects within that group. In this context it is important to acknowledge that the rights under Regulation (EU) 2016/679 can only be exercised by each individual and cannot be conferred or delegated to a data cooperative. Data cooperatives could also provide a useful means for one-person companies, micro, small and medium-sized enterprises that in terms of knowledge of data sharing, are often comparable to individuals.

Io immagino invece cooperative di milioni di persone, la cui dimensione consente da una parte di costituire raccolte di dati rilevanti e dall’altra di conferire alle cooperative un elevato potere negoziali, controbilanciando i poteri delle multinazionali.
In altri termini cooperative multinazionali come contraltare delle aziende multinazionali, per controbilanciare l’attuale asimmetria di potere tra una big tech e un singolo cittadino, il quale non può che accettare le condizioni dei termini di servizio che gli vengono imposte se vuole utilizzare un certo servizio.

— Beppe

On 11 Nov 2021, at 16:30, Marco Ciurcina <ciurcina@studiolegale.it> wrote:

Gli articoli 9 e seguenti della proposta di Regolamento UE relativo alla
governance europea dei dati (Atto sulla governance dei dati)
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52020PC0767
disegnano il quadro giuridico per cooperative dei dati e simili.
Consiglio di approfondire e seguire il processo di approvazione della proposta
di Regolamento.
m.c.


In data giovedì 11 novembre 2021 11:25:59 CET, Giuseppe Attardi ha scritto:
Divya Siddarth ha presentato alla Stanford HAI 2021 Fall Conference la sua
idea di Data Cooperatives, che operano come fiduciarie a cui i cittadini
assegnano la cura, conservazione e utilizzo, anche economico, dei loro
dati. Ciascuna cooperativa può determinare le modalità di eventuale
concessione e utilizzo di dati dei cittadini a terzi, sulla base di diversi
principio vincoli. Per esempio una cooperativa potrebbe consentire l’uso di
dati sanitari per fini di ricercascientifica e chi aderisce conferisce i
propri dati con questo vincolo.

Le cooperative fungono anche da intermediari con aziende e giverni che ne
chiedano l’uso, fornendoli in modo rispettoso dei requisiti degli utenti.

https://hai.stanford.edu/news/radical-proposal-data-cooperatives-could-give-> us-more-power-over-our-data

L’idea delle Data Cooperatives è coerente con la mia proposta di Digital
Utopias, a cui i cittadini aderiscono definendone principi e regole di
partecipazione. Le Digital Utopia vanno oltre, perché consentino non solo
di gestire i dati, ma anche agli utenti di svolgere attività, condividere
risultati e frutti dei risultati, anziché lasciare ad aziende private di
farlo.

In tuttii casi andrebbe realizzata una piattaforma tecnologica per gestire i
servjzi, non lasciandola al MetVerse di Facebook o di altri.

Qui c’è il video della presentazione di Divya:

https://youtu.be/iILP4iGxV-o