carissimi, nessuno degli amici di Nexa ha reagito a questo mio mail che qui ricopio: "" Poste non è una pubblica amministrazione, come giustamente rileva Stefano, ma è una società per azioni posseduta - non sono sicuro - dallo Stato nella misura del 60%. A prescindere dal fatto che penso che la privatizzazione di quel servizio sia stata una follia (ma so che questa mia opinione non è condivisa dalle persone importanti), gli uomini dello Stato presenti nel Consiglio di amministrazione si sono posti il quesito dei costi e benefici per il nostro Paese dell'accordo con la Microsoft? Ad esempio (ma questa è solo una parte del problema), quanto costerà al nostro Paese, che vive un momento di tragica condizione economica, l'esborso verso un'aziende straniera per un lavoro che poteve essere svolto benissimo da operatori pubblici e privati del nostro paese?"" Se avessi scritto una mail con una proposta sulle "fake news" (che sono una realtà imperante su tutte le comunità di ominidi "sapientes" da molti millenni) molti sarebbero intervenuti. Ma su una notizia così grave, non so se per condivisione dell'iniziativa o per rassegnazione, nessuno interviene neppure su Nexa. Formulo una proposta precisa: affidare a una struttura pubblica del Paese (da torinese sto pensando a CSP, CSI, TOPIX, ma anche a CINECA e a molte strutture di ricerca oltre ai dipartimenti di informatica delle università del nostro Paese) lo sviluppo di software libero per attuare le funzionalità dei servizi messi a disposizione da Microsoft e alle stesse Poste la gestione dei relativi servizi. Analoghe considerazioni si applicano all'accordo Confindustria-IBM. Raf